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Ora l'Avellino rispecchia Novellino, dal mercato la spinta per uscire dalla zone rossa
sabato 31 dicembre 2016, 08:00Copertina
di Domenico Fabbricini
per Tuttoavellino.it

Ora l'Avellino rispecchia Novellino, dal mercato la spinta per uscire dalla zone rossa

L'Avellino chiude il girone di andata e il 2016 con un pareggio. A guardarlo da un punto di vista pessimistico, ci si sarebbe forse aspettati di più dopo la vittoria sulla Salernitana, urgeva un'altra vittoria, la prima in trasferta tra l'altro di questa stagione, per uscire dalle sabbie mobili della classifica e lavorare al girone di ritorno con maggiore serenità, e invece è arrivato solo il terzo pareggio lontano dal Partenio di questo campionato. Ma andando ad analizzare bene questo pari, l'altro lato della medaglia ci svela che il Latina non ha mai perso in casa, veniva da otto risultati utili consecutivi e riavvolgendo il nastro la squadra di Novellino ha giocato bene, ha rischiato poco, ha sfiorato il gol. Nel complesso, quindi, sebbene la smania di risalire la classifica suggerisse una vittoria, è bene anche accontentarsi di questo pareggio.

RIavvolgendo appunto il nastro, Novellino si presenta a Latina con un inatteso 4-3-1-2, con Gonzalez recuperato a destra, Perrotta a sinistra, Jidayi e Djimsiti centrali difensivi; Omeonga, Paghera e D'Angelo i tre centrocampisti con Verde dietro Castaldo e Ardemagni. L'Avellino parte forte e porta subito un pericolo con Castaldo il cui tiro viene rimpallato dalla schiena di un difensore. Risponde il Latina con la velocità di Boakye (bravo Jidayi ad anticiparlo) e Paponi, che in due occasioni mette i brividi. Col passare dei minuti le due squadre prendono reciprocamente le misure e i ritmi si abbassano, chiudendo il primo tempo con un corretto 0-0.

Nel secondo tempo si presenta stranamente Radunovic tra i pali, probabilmente per un problema muscolare accusato da Frattali e con un Avellino ancora volitivo. Jidayi sfiora il gol con un colpo di testa a colpo sicuro che Pinsoglio respinge d'istinto solo perché se lo ritrova praticamente addosso, resterà la palla gol più clamorosa di tutto il match. E' un buon momento per l'Avellino che con l'ingresso di Lasik per Paghera diventa ancor più pericoloso, passando al 4-2-3-1 con Verde largo a sinistra, Omeonga a destra e Castaldo alle spalle di Ardemagni. Ma Verde ha le polveri bagnate, e in più di un'occasione spreca malamente la conclusione svirgolando con il sinistro. Ancora l'Avellino con D'Angelo impegna Pinsoglio a terra. I biancoverdi meriterebbero il vantaggio ma l'imprecisione sottoporta ancora una volta risulterà decisiva, una costante purtroppo in questo campionato che vede i biancoverdi con il terzo peggior attacco della categoria. Al 43' l'ultima fiammata è di Ardemagni che di testa sfiora il palo.

C'è rammarico, come ha ammesso Novellino a fine partita, ma è anche un Avellino che continua a mostrare segnali di crescita, per la prima volta non subisce reti, è arcigno e combattivo come il suo allenatore al quale comincia ad assomigliare sempre di più. L'impressione è che in questo momento Novellino stia tirando fuori il massimo dal gruppo che ha a disposizione, ora spetta al mercato garantirgli il materiale umano sufficiente a salvare questa squadra.