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E' tutta un'altra storia. Il derby in cassaforte, un gioco che ora c'è: chiamatelo mago No...Merlino
domenica 25 dicembre 2016, 08:02Copertina
di Pellegrino Marciano
per Tuttoavellino.it

E' tutta un'altra storia. Il derby in cassaforte, un gioco che ora c'è: chiamatelo mago No...Merlino

Se n'è parlato tanto di Avellino-Salernitana nei giorni precedenti al derby. Si è parlato del giorno, "speciale", ovvero la vigilia di Natale e si è detto che la formazione irpina avrebbe dovuto vincere per diversi motivi. La gara sentita dalle due tifoserie, ma soprattutto conquistare tre punti in ottica salvezza. Si è detto che Novellino ama le certezze e che proprio per questo non avrebbe cambiato molto: infatti 10/11 dei giocatori schierati a Bari sono scesi in campo dall'inizio contro la Salernitana; solo per 5' però perchè l'unica scelta diversa di Novellino, Asmah, ha subito lasciato il posto a Perrotta per infortunio. Bollini se la passava sicuramente peggio senza Coda e Bernardini. Due giocatori importanti per la formazione granata. 4-3-3 con Rosina ad ispirare a tutto campo, Donnarumma in panchina: scelta che a Salerno fa un po' discutere da qualche tempo. I padroni di casa non sono partiti fortissimo come contro il Benevento, ma hanno comunque fatto capire agli avversari che sarebbe stata molto dura passare al Partenio-Lombardi.

L'allenatore degli irpini voleva una squadra compatta, ed è ciò che ha ottenuto perchè l'Avellino è sembrata una formazione solida, molto più "squadra", a differenza di quel fantasma allenato da Toscano, che un certo Verde proprio non lo vedeva. E' tutta un'altra musica, tutto un altro gioco. Castaldo e compagni creano occasioni vere, pericoli alle difese avversarie. Sintetizzando: i portieri avversari devono compiere parate. Prima non avveniva e allora il miglioramento è ancora più evidente. Giocatori al posto giusto, Verde è letale, Belloni a sinistra fa il bello ed il cattivo tempo nonostante l'espulsione molto ingenua in una gara delicata. Cosa non ha funzionato? Sicuramente il "braccino", ovvero il killer istinct che manca ai biancoverdi. 2-0 con un uomo in più, non puoi e non devi rischiare di rimettere gli avversari in carreggiata. E invece la Salernitana ha accorciato le distanze e quasi l'ha pareggiata se non fosse stato per il salvataggio di "San" Verde e l'occasione sprecata da Zito. Poi il 3-1 e l'immediato 3-2 e il triplice fischio, quello che conta di più. C'è da migliorare, ma in una giornata dove l'Avellino ha vinto il derby e ha strappato punti a quasi tutte le dirette concorrenti, c'è solamente da essere felici passando un sereno Natale.