Avellino distrutto dal Perugia: incidente di percorso dopo una bella cavalcata
Un'imbarcata di quelle che tolgono il fiato e che fanno ritornare l'Avellino con i piedi per terra. Si ferma a nove la striscia di risultati utili consecutivi per la formazione di Novellino che cade contro il Perugia di Bucchi. Uno stop inaspettato alla vigilia, con l'Avellino addirittura favorito viste le numerose assenze in casa umbra, orfana di ben tre difensori e di un centrocampista di qualità e quantità come Brighi. Il tecnico degli irpini ama la continuità e questo si è capito, al punto di schierare 10/11 visti sia contro il Vicenza che contro la Pro Vercelli. Niente turnover, fatta eccezione per il solo D'Angelo che non era al top. Al suo posto il rientrante Belloni che non ha inciso praticamente mai sulla gara tranne che all'inizio, sul cross deviato dal braccio di Goretti sul quale c'era un rigore grosso così. Avrebbe sicuramente cambiato le sorti del match sullo 0-0 ma è inutile appellarsi agli episodi arbitrali. L'Avellino era stanco e non è mai stato in partita. Era stanco anche nel secondo tempo contro la Pro Vercelli, ed il calo fisico è stato evidenziato in sala stampa anche dal ds De Vito che ha chiesto scusa ai tifosi per la debacle di ieri pomeriggio. Di Carmine ha trovato terreno fertile nella disattenta retroguardia avellinese e dopo ben tre mesi ha trovato non uno, non due, bensì tre gol. Sintomo che i biancoverdi con la testa proprio non c'erano.
E' il rischio che si corre quando le cose vanno fin troppo bene e quando non perdi da circa quattro mesi. L'ultima sconfitta dell'Avellino era infatti avvenuta sul campo del Bari. Evidentemente Ardemagni e compagni erano abbastanza convinti di poter battere un Perugia in emergenza e il calcio ancora una volta ha dimostrato che niente è scontato. Le partite bisogna giocarle dall'inizio alla fine. Si salvano in pochissimi in un pomeriggio amaro. Radunovic ne prende cinque ma non è colpevole di nulla, Moretti dà le solite geometrie, mentre Paghera fa ciò che può. Nulla di più resta di un brutto Avellino, che sabato prossimo se la dovrà vedere contro lo Spezia al Picco. Da non sottovalutare il fattore penalizzazione, col processo federale che ha visto la Procura chiedere 7 punti di penalizzazione ad una squadra che il giorno dopo ha dovuto giocare una partita importante. Sono situazioni che volenti o nolenti incidono sullo stato psicologico di un gruppo. Non resta altro che archiviare, far tesoro ed andare avanti dopo la batosta, con la speranza che l'Avellino possa riprendersi fin da subito e continuare a macinare punti verso l'unico obiettivo stagionale, la salvezza.


