Avellino, l'affetto del pubblico conquista Ballardini. Lupi settimi in B nella classifica del tifo
“Quella di mister salvezza è un’etichetta che mi è stata attribuita da alcuni giornalisti, ma la ritengo una stupidata. Ho fatto meglio quando sono partito dall’inizio che da subentrante”. Parole e musica del tecnico dell’Avellino Davide Ballardini che, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha lasciato intendere di voler aprire un ciclo ambizioso sulla panchina biancoverde pur concentrandosi esclusivamente sul presente. La classifica, del resto, non ammette distrazioni. Se è vero che la zona playoff non è lontanissima, è altrettanto vero che la sconfitta (forse immeritata) in casa della Sampdoria ha nuovamente complicato i piani. “Se pensiamo di aver fatto qualcosa sbagliamo” ha aggiunto l’ex trainer di Cagliari, Genoa e Sassuolo “sono soddisfatto dell’atteggiamento di un gruppo che tiene alla maglia e che dà tutto quello che ha, ma le insidie sono sempre dietro l’angolo e ci sono altri punti da conquistare”. Un mix tra ottimismo e sano realismo, dunque, da parte di un allenatore troppo esperto per pensare di aver già raggiunto la salvezza. E il calendario è tutt’altro che un alleato per i biancoverdi. Dopo la pausa per le nazionali si giocherà nella bolgia del Barbera di Palermo, contro un avversario che crede ancora nel sogno promozione diretta e che sarà spinto da 25mila spettatori. Il suo collega Inzaghi, inoltre, ha dimostrato di essere una garanzia in questa categoria. Nel turno successivo i lupi ospiteranno un Catanzaro che è mina vagante del campionato e che è a un passo dalla qualificazione playoff, con Iemmello che è sempre bomber implacabile da marcare con estrema attenzione. Occhio anche alle ultime quattro giornate, con tre scontri diretti contro Mantova (in trasferta), Bari ed Empoli (al Castellani) prima di chiudere al Partenio con un Modena che, teoricamente, potrebbe già avere la testa agli spareggi promozione. 7-8 punti dovrebbero essere sufficienti per garantirsi il mantenimento della categoria senza passare dai playout che, mai come quest’anno, sono un autentico terno al lotto visto che parteciperanno realtà blasonate e che nessuno avrebbe mai immaginato potessero lottare per evitare la C.
Una componente importante sarà, come sempre, la tifoseria. In merito Ballardini ha usato parole dolcissime per descrivere la torcida biancoverde: “Ho conosciuto un posto nuovo e nuovi ambienti, ero stato al Partenio soltanto una volta ai tempi della Sambenedettese. Non pensavo che per la comunità la squadra di calcio fosse così importante, è un sentimento che coinvolge una intera e vasta provincia. Ci sostengono sempre, ovunque, con affetto. E ci fa enormemente piacere”. Nella speciale classifica del tifo Avellino si colloca al settimo posto con una media di ben 9467 spettatori. Numeri superiori a quelli del Venezia primo e del Catanzaro quinto. Lo zoccolo duro è rappresentato dai 7300 abbonati, con curva Sud costantemente sold out e il record di 10756 spettatori che risale proprio al match d’andata con il Palermo.
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