Bari, che schiaffo a Vercelli: tutti in bambola, serve la scossa. Squadra e tecnico sulla graticola
Un colpo da ko. Il Bari, dopo la sconfitta di Varese e il pareggio con il Pescara, cade male a Vercelli. La sconfitta, arrivata al termine di una gara in cui i biancorossi non hanno fatto nulla per vincere e nemmeno per pareggiare, apre ufficialmente la prima crisi tecnica dell'era Paparesta, iniziata sotto altri auspici ed ora al centro di critiche e polemiche comprensibili e difficili da placare.
Due indizi fanno una prova. La squadra vista di scena in Piemonte non ha steccato solo in termini di gioco e risultato. Per l'ennesima volta in questa stagione, si è assistiti ad uno spettacolo poco edificante, con i biancorossi visibilmente spenti ed in difficoltà. Il fallo da rigore commesso da Galano, e la non reazione successiva al gol subito, costituiscono due indizi precisi, tracciano un identikit esatto di quello che è l'approccio alle partite di questa squadra. Sembra quasi che molti galletti entrino in campo convinti di aver già vinto per il sol fatto di indossare la maglia di una squadra che, tra un miracolo e l'altro, ha sfiorato la promozione l'anno scorso. Lo rammendiamo da sempre: quel Bari, seppur ottimo sotto certi aspetti, non era così forte come sembrava poi in campo. Credere di essere tra le formazioni più attrezzate della serie cadetta senza dimostrarlo è un atto presuntuoso che questa squadra sta commettendo da tempo.
Poi ci sono i limiti, quelli tecnico-tattici su cui mister Mangia saprà dare maggiori dettagli. Sul tecnico, inevitabilmente, si è riversata l'ira dei tifosi: sui social, e non solo, è l'ex Palermo il bersaglio numero uno dei supporters del galletto, inviperiti - per usare un eufemismo - contro il tecnico, mai particolarmente amato da buona parte della piazza e ora finito definitivamente sulla graticola di molti.
Serve la scossa. Priorità alla testa: la squadra deve dimenticare in fretta quello che è stato e che non è più. Bollicine e champagne devono lasciare spazio a sacrificio e voglia di rivalsa e di riscatto. Fondamentale in tal senso sarà l'intervento della società, certamente delusa dalle prestazioni di una squadra forse sopravvalutata dagli stessi vertici dirigenziali. Se si riconferma il tecnico si deve entrare a gamba tesa sullo spogliatoio. Se è vero com'è vero che questa non è una squadra da primato, è vero anche che può fare e deve fare certamente di più.
Aspettando gennaio, mese in cui - se le cose non dovessero migliorare - si dovrà necessariamente intervenire sul mercato per riparare lì dove l'estate scorsa si è probabilmente toppato, la squadra deve tornare a dare il massimo per quei colori e per quei tifosi che, anche a Vercelli sotto di 3-0, hanno cantato e sostenuto la squadra nemmeno si stesse vincendo un derby. Complimenti a loro.


