Ribaltoni possibili anche in caso di successo a Crotone. Paparesta...
Crotone ultima spiaggia. In questi giorni non si parla d'altro: domenica in Calabria mister Mangia si gioco molto del suo prossimo futuro. Dopo le ultime prestazioni e dopo la decisa presa di posizione di buona parte della tifoseria, indispettita per come la squadra sta interpretando un campionato partito con ben altri auspici, il Bari non può davvero più sbagliare e gettare punti. Allo 'Scida' (stadio che rievoca dolci ricordi) i biancorossi hanno solo un risultato a loro disposizione, ovvero la vittoria, che potrebbe comunque non bastare al tecnico per mantere salda la sua panchina.
Il malcontento che si respira in città e tra i tifosi è pesante. La piazza si sente tradita, presa per i fondelli. Forse esagera, forse no, ma è chiaro che c'è bisogno di un deciso cambio di rotta per non rischiare di perdere ulteriore credibilità agli occhi di tutti quei sostenitori che hanno sottoscritto l'abbonamento e che seguono tutti i giorni la squadra con passione, a tratti viscerale.
La squadra, alle prese con una crisi tecnico-caratteriale non indifferente, ha oggi bisogno di sostegno. Ne ha più bisogno ora che in aeroporto dopo una qualsiasi vittoria. La priorità, però, è la serenità interna del gruppo e della società, in queste ore minata da una situazione che è sfuggita di mano. Ad inizio stagione nessuno poteva (voleva) prevedere un crollo così netto dopo appena due mesi di campionato. La cosa non ha lasciato per nulla soddisfatto il presidente Paparesta, che medita il da farsi. La partita di Crotone sarà importante, sotto certi aspetti decisiva, ma per il numero uno biancorosso le priorità, ora, sono altre.
Non sono da escludere, infatti, eventuali decisioni e cambiamenti anche dopo la trasferta calabrese e a prescindere dall'esito dell'incontro. La cosa che interessa maggiormente all'ex arbitro in questo momento è l'atteggiamento che la squadra dimostrerà nel prossimo match. Perché perdere ci sta, ma perdere senza dare l'impressione di aver dato tutto no, non lo si tollera più. E a pagare potrebbe essere chiunque.
Allenatore, dirigenti e giocatori, dunque, tutti nominati...


