ESCLUSIVA - Gautieri: "Bari, ti manca qualcosa. Le mie dimissioni..."
Un legame inossidabile, nonostante tutto. E' il rapporto fra l'ex allenatore del Livorno Carmine Gautieri e la piazza di Bari, da lui vissuta sia da calciatore - dal 1993 al 1996 - che, brevemente, da allenatore prima dell'avvento del duo Alberti - Zavettieri.
In esclusiva ai nostri microfoni, l'ex centrocampista napoletano si soffermato non solo sulla stagione dei biancorossi ma anche su quanto accadde in quella tormentata estate del 2013. Un addio, il suo, che suscitò non poche polemiche nell'ambiente barese.
Mister, domani è in programma la sfida del San Nicola tra Bari e Lanciano. Come vede e le due squadre e cosa si aspetta dalla gara?
"Non saprei sinceramente, ma parliamo di due squadre dai valori tecnici importanti, con due bravi allenatori come Nicola e D'Aversa. Mi aspetto una gran bella partita, e sicuramente non finirà in parità".
Il Bari è praticamente a ridosso della zona playout. Il Lanciano, al contrario, continua a mantenersi nelle zona alte della classifica. Crede che i pugliesi avrebbero sin qui meritato di più?
"La classifica potrebbe anche essere giusta. Ho visto le partite del Bari, e qualcosa a questa squadra manca sicuramente. Soprattutto anche a causa di qualche episodio sfavorevole, come qualche partita precedente. Tuttavia credo che il Bari possa centrare ancora i playoff. Il Lanciano, invece, cerca sempre di migliorarsi ed è una società che vuole crescere e far lavorare gli allenatori in un certo modo".
Veniamo ai suoi momenti della carriera legati al Bari. Due momenti intensi sia da calciatore che da allenatore, nonostante quest'ultima sia stata una permanenza relativamente breve...
"Da calciatore il Bari mi ha dato tantissimo, sia dal punto di vista personale che professionale. D'altronde il mio primo gol in Serie A l'ho segnato in biancorosso contro il Milan. E' una città che mi ha fatto crescere, a cui devo tanto. E non dimentico le soddisfazioni che mi ha dato. Da allenatore mi è dispiaciuto tanto per i troppi problemi che mi avrebbero impedito di lavorare al meglio. Bari merita una società seria, e lo fu a suo tempo anche quella dei Matarrese. Ripeto, non sono scappato dai problemi. Poi fortunatamente c'è stato il fallimento, la gente è tornata allo stadio. E di ciò sono contento. Bari è rimasta indelebile dentro di me".
Dopo un inizio difficile la squadra biancorossa si è poi pian piano risollevata, sino a sfiorare la promozione in A. Qualcuno ritiene che con un Gautieri in panchina forse il miracolo sarebbe potuto riuscire. Le dispiace aver fatto quella scelta?
"Per come è andata a finire, direi di si. Mi è dispiaciuto enormemente andare via, un po' di rammarico c'è, inutile negarlo. Ora con questa nuova società ci sarebbero state le giuste condizioni per lavorare al meglio".
Bari-Lanciano 4-3, stagione 2012/13. Lei era sulla panchina della squadra abruzzese. Come visse quell'incredibile ribaltone in panchina?
"Quella giornata non riuscii a viverla bene, non fu il massimo ritrovarsi sconfitti dopo essere stati in vantaggio per 3-0. Una sconfitta salutare, e che ci permise di trovare le motivazioni giuste per raggiungere la salvezza. Ricordo come fu sufficiente calare giusto un attimo per riuscire a perdere la partita".
Una battuta sulla sua ultima sfortunata esperienza a Livorno.
"Penso di aver fatto comunque un grandissimo lavoro, eravamo a tre punti dalla promozione diretta. Il presidente nonostante tutto non era contento, ed io rispetto la sua scelta. C'erano tantissimi giocatori nuovi, e fa molto piacere notare come anche il nuovo allenatore (Gelain, ndr) sia soddisfatto del mio lavoro".
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