Bari, la società si trasforma in Spa: spazio a nuovi soci/acquirenti? La Figc pretende maggiori garanzie. Intanto i Ladisa...
Il Bari cambia pelle... giuridica. La società di Gianluca Paparesta si è da poco rifatta il look, trasformandosi da Srl a Spa. Una modifica - da società a responsabilità limitata a quella per azioni - che mira probabilmente all'allargamento della compagine societaria e dei conseguenti investitori o, perchè no, alla vendita. Una variazione non solo burocratica, ma che apre scenari nuovi sotto il punto di vista finanziario, con il club biancorosso alla ricerca quasi ufficiale di nuovi investitori.
La Fc Bari 1908 Srl si è costituita pochi mesi prima dell'ultima asta d'acquisto della fallita As Bari (maggio 2014) a firma di Gianluca Paparesta e Fabio Sperduti, socio a scadere vista la decisione dello stesso di lasciare la neonata società dopo neppure due mesi, proprio pochi giorni prima del trionfo. L'asset societario, oggi, è composto solo da Gianluca e Romeo Paparesta nonostante le attese, che in quel famoso maggio erano davvero tante. La piazza, fomentata dalle ottimistiche proiezioni del suo futuro presidente, sognava e pensava in grande, immaginando chissà quali emiri o quali petrolieri si potessero celare dietro il sorriso dell'ex arbitro internazionale.
La proprietà è invece andata avanti contando sulle proprie risorse ma senza mai negare la possibilità, la volontà, di aprire le porte a nuovi investitori. Il Bari, si sa, è sempre alla ricerca di imprenditori che possano investire nelle casse societarie quella liquidità necessaria al proseguo di un progetto ambizioso ma, che, soprattutto senza la conquista della serie A, potrebbe vacillare.
Paparesta non demorde, e si guarda intorno. Anche le novità (prossime all'introduzione) in materia di trasparenza e capacità finanziarie al vaglio della Figc per l'iscrizione ai prossimi campionati, impongono - in un certo senso - l'ingresso di nuovi soci, che possano appunto rinvigorire le disponibilità del club garantendone la solvibilità. "A decorrere dalla stagione sportiva 2015/16 - si legge sul dispositivo della Figc datato 26 marzo 2015 - viene introdotto un indicatore di liquidità finalizzato a misurare il grado di equilibrio finanziario di breve termine, cioè la capacità dei Club di far fronte agli impegni finanziari con scadenza entro 12 mesi. A quello di liquidità si aggiungono anche altri due indicatori, quello di indebitamento e quello del costo del lavoro allargato. Il Consiglio Federale ha deciso di portare in approvazione alla prossima riunione le Licenze Nazionali per le Società di Serie B e di Lega Pro".
Secondo le ultime indiscrezioni, pare che in questi ultimi giorni ci siano stati contatti tra il presidente biancorosso e un gruppo imprenditoriale del centro Italia interessato all'affare biancorosso. In attesa di verificare tale ipotesi, la certezza oggi è rappresentata solo dalla trasformazione giuridica consumata dalla società e dall'apparente tentennamento dei fratelli Ladisa, già partner e sponsor del club, che tempo fa aveva manifestato l'intenzione di entrare in affari con i Paparesta. Da allora, però, nessun accordo è stato raggiunto. I Ladisa, pronti a rilevare il 5% del club, non hanno infatti acquistato nessuna quota societaria. Un dietrofront che sa di campanello d'allarme, e che potrebbe presagire un allontanamento tra le parti.
Paparesta solo contro tutti? Così sembrerebbe. Società per azioni a parte, tra il numero uno biancorosso e molti dei suoi iniziali sostenitori sembra essersi tracciato un solco. Sognando i playoff, unico viatico per la serie A, quella stessa serie A che oggi pare l'unica strada atta a garantire la stabilità. "Non c’e’ alcun problema di solidità societaria fino alla fine del campionato” le parole di Gianluca Paparesta lo scorso ottobre. Il campionato, ora, s'avvicina alla fine...


