Il Bari non ha più nulla da perdere: ma è davvero così?
Resistono tuttora nel calcio, checchè se ne dica, alcuni luoghi comuni, uno dei quali prevede che la squadra che gioca in casa, a maggior ragione se è sulla carta più forte dell'avversaria, debba "fare la partita" giocando con un modulo e un atteggiamento spregiudicato. Mister Nicola, evidentemente, contro il Crotone ha voluto smentire questa prassi.
Infatti nell'ultima gara disputata i galletti si sono presentati in campo con due centrocampisti più bravi a coprire che a farsi notare in proiezione offensiva (Donati e Romizi), con una mezzala (Defendi) nel ruolo di esterno sinistro alto e un unico punto di riferimento al centro dell'attacco, De Luca, supportato (teoricamente) da Galano, posizionato come al solito a destra. Il mister ha quindi giustificato le proprie scelte ricordando, per esempio, che Defendi ha spesso giocato in un tridente d'attacco e spiegando di aver rinunciato a Caputo per non dare punti di riferimento ai pitagorici. Quel che è certo, comunque, è che sabato è sceso in campo un Bari abbottonatissimo. Contrariamente ai pugliesi, invece, il Crotone si è disposto sul terreno del "San Nicola" secondo una filosofia di gioco tutt'altro che attendista: Drago infatti ha schierato dal primo minuto una prima punta di peso (Padovan), supportata da due esterni d'attacco ultraoffensivi (Ciano e Stoian), e utilizzando Dezi, un centrocampista, sulla fascia destra della difesa (poi, peraltro, sostituito per far spazio al difensore Cremonesi, con gran scorno del tecnico crotonese, che si è rammaricato in sala stampa di essere stato costretto a coprirsi per arginare in qualche modo l'ardore agonistico e la velocità dell'esterno sinistro Boateng).
Molti analisti si sono detti sorpresi dalle scelte iniziali, assai oculate, di mister Nicola. Il Bari ora dovrebbe tentare il tutto per tutto perché ormai non ha più niente da perdere, perchè pareggiare in questa fase della stagione significa dire addio ai sogni di gloria. Questo pensano molti. Ma allora perché il tecnico biancorosso non ha ancora voglia di giocare all'arma bianca? Evidentemente, all'ex Livorno non sfugge che i galletti sono a una distanza di sicurezza dalla zona playout tale da non potersi dire in quest'ottica tranquilli. E dunque tuttora anche un punticino può avere un effetto rassicurante (anche se certo non per la tifoseria). "I biancorossi oggi non sono nè carne e nè pesce", ha dichiarato a fine gara un lucidissimo Drago. E dategli torto.


