Giorgetti a TuttoBari: "Nicola garanzia. Playoff? Svaniti. Le delusioni..."
Fine di ogni illusione. E' il messaggio ormai in auge tra i tifosi biancorossi dopo il successo dell'Avellino di domenica scorsa: un risultato che tiene il Bari a sei punti di distanza dai playoff a sole tre giornate dal termine del campionato. Che cosa è mancato per fare il salto di qualità, da chi bisognerà ripartire?
L'abbiamo chiesto a Rodolfo Giorgetti, ex centrocampista dei galletti dal 1996 al 2000. Tra i vari temi trattati, l'ex numero 21 ha analizzato - ai nostri microfoni - la prossima gara di Latina, senza lesinare giudizi positivi sul lavoro di mister Davide Nicola in riva all'Adriatico.
Ad inizio anno, considerato anche il difficile avvio, tutti pensavamo ad un possibile revival della stagione 1996/97. Purtroppo le cose sono andate diversamente...
"Secondo me la classifica del Bari è vittima in questo momento di tanti pareggi. Questi, purtroppo, possono anche risultare positivi, ma il più delle volte ti fregano. Nel girone di ritorno il Bari ha fatto 6 vittorie, 8 pareggi e 4 sconfitte. Se tramuti anche solo tre di quei pareggi in vittorie, a livello di classifica le cose cambierebbero e potresti ancora sperare. Ora il distacco è tra i 51 ed i 57 punti. Sei nella condizione di sperare poco, e per di più incontri squadre ancora in lotta per qualcosa. Credo che il Bari voglia e debba finire il campionato nel migliore dei modi. Ma il sogno playoff è quasi svanito".
Crede ci siano altri fattori alla base di questo fallimento?
"Questo era ed è un Bari che a me piace molto. E' una squadra tecnica e che predilige il gioco. Capisco il pubblico insoddisfatto ma credo che i galletti, seppur in maniera non costante, abbiano fatto divertire i proprio tifosi. In questo momento puoi solo sperare di vincerle tutte e sperare negli altri. Poi bisogna pensare anche all'organizzazione della prossima stagione".
Lei in proposito da chi e da cosa ripartirebbe?
"Il gruppo storico va riconfermato e gli elementi di spessore comunque sia non mancano. Non c'è da cambiare molto in questo Bari, giusto tre/quattro elementi, non altro. Rivoluzioni non ne farei, a meno che i giocatori non decidano di manifestare apertamente la loro voglia di andar via. Che poi Galano abbia deluso può anche starci, ma il ragazzo ha qualità. E poi l'anno prossimo può esserci voglia di riscatto".
Secondo mister Nicola, quello sotto la sua gestione è un Bari da playoff. I numeri, al momento, sembrano dargli ragione: se considerassimo le sole gare con lui al timone i biancorossi sarebbero ottavi. Lei è d'accordo?
"Nicola lo conosco bene. Non di persona, ma so come lavora e lo fa molto bene. La città deve ripartire da lui. E' un allenatore competente, conosce pregi e difetti dei suoi. In questo senso ripartire da lui è importantissimo. Senza presunzione, per me è l'allenatore giusto".
Non sono comunque mancate le delusioni da parte di alcuni singoli. Oltre Galano anche Caputo...
"Qualche elemento ha deluso sicuramente. Nelle ultime partite sono stati totalizzati quattro pareggi e soltanto una vittoria. E' chiaro che e' mancato più qualcosa in attacco che non in difesa. Però secondo me dare la colpa ad un solo reparto in particolare sarebbe riduttivo. Certo, Caputo e Galano hanno deluso, ma certe situazioni particolari ti portano ad assumere atteggiamenti diversi. Non e' una mancanza di qualità ma di atteggiamento. Pensiamo ai vari Flachi, Di Vaio o addirittura Allback. A Bari non fecero bene, poi però sfondarono altrove. Di loro Fascetti era sicuro che avrebbero avuto un grande avvenire, pur non riconfermandoli".
Cosa si aspetta dalla gara di sabato a Latina?
"Sono fiducioso per il Bari, e mi metto dalla parte dei giocatori. Loro sono consci di aver deluso i propri tifosi, e mi rendo conto di che simbiosi si riesce ad avere in quella piazza. Un giocatore vive per regalare un sogno ai propri tifosi, specie in quelle piazze come Bari dove c'è tanta passione e seguito. Il grosso rammarico che avranno i giocatori è plausibile e credo vogliano finire il campionato nel migliore dei modi. C'è sempre una differenza tra il concludere bene o male. In questa squadra non ci sono mercenari".
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