Processo Bari: sul banco degli imputati mister e società
Bari fuori dalla Tim Cup. Un vero smacco, per giunta arrivato sotto i colpi di un Foggia apparso stranamente superiore ai biancorossi. Agli uomini di mister Nicola non resta che meditare su una prestazione che, a conti fatti, non ha soddisfatto nessuno, staff tecnico in testa.
L'allenatore, a fine gara, ha provato a dettare i motivi della debacle. Poi, come spesso accaduto in questi giorni, il discorso è scivolato sul mercato e sui necessari rinforzi che, in teoria, dovrebbero riequilibrare i valori di una squadra capace di perdere davanti al proprio pubblico contro una formazione di Lega Pro.
Poco gioco, poche idee e una condizione fisica appena accettabile. Il Bari sembra lontano da quello promesso nelle settimane scorse. Una squadra molle che, al primo ceffone, si è autocensurata sino al gol del raddoppio rossonero. L'imbarazzo dei tifosi è comprensibile. Ci si aspettava una gara gagliarda, si è assistiti invece alla solita partitella. Ma quali i mali di questo squadra? Secondo i supporters del galletto, il male sta tutto in panchina. Sui social network, la sentenza è arrivata chiara e univoca: Davide Nicola non è tecnico all'altezza. Ma sarà davvero così? Può mai essere l'ex Livorno l'unico problema?
In campo ci vanno i giocatori, apparsi apatici e per nulla smaniosi di successo. Come la passata stagione. Ma allora, può mai essere solo il tecnico l'artefice di cotanta insufficienza? Anche la società ha probabilmente le sue colpe. Il club dovrebbe rivestire un ruolo decisivo all'interno dello spogliatoio ma senza un vero direttore sportivo si fa fatica, e non solo sul mercato. Il caso Galano-Caputo, venuto goffamente a galla nelle ore precedenti il match contro il Foggia, ha messo in evidenza la mancanza di un coordinatore, di un filtro capace di gestire la situazione con maestria senza che questa diventi mercé di stampa e chiacchieroni. A Bari si inizia ad avvertire la mancanza di un uomo che, con competenza e personalità, sostenga il mister, facendo da filtro tra lo spogliatoio e la stessa società. Un uomo che, al momento opportuno, metta al muro giocatori che, in campo, non danno tutto quello che dovrebbero e potrebbero dare. Zamfir, forse, non può e non riesce a ricoprire tale ruolo così come non può farlo la proprietà, impegnata su altre mille faccende che, inevitabilmente, la tengono lontana dai ragazzi e dalla maestranza in generale.
Detto ciò, il dubbio tecnico rimane. Come mai, dopo tutti questi mesi, il Bari continua a dispensare prestazioni così mediocri? Al di la delle mancanze societarie, pare evidente come la squadra non riesca proprio a carburare a prescindere dagli interpreti. Se la forza d'urto è quella vista ieri contro il Foggia, nemmeno i tanto attesi rinforzi potrebbero bastare per consumare un campionato di vertice, da protagonisti.


