Iachini e le esperienze da subentrato. Numeri alla mano, com'è andata con Fiorentina e Parma?
Dare una scossa al Bari, condurlo senza difficoltà alla salvezza e magari provare a posizionarlo nella parte sinistra della classifica. È questo l'obiettivo non semplice di Giuseppe Iachini, subentrato sulla panchina biancorossa in un momento particolarmente turbolento, fra contestazioni e risultati deludenti. Nella sua figura, però, sia la piazza che il direttore sportivo hanno individuato il profilo di esperienza e carisma per rilanciare la squadra.
Ma quali sono stati i risultati di Iachini nelle ultime due occasioni in cui è subentrato in corsa, ovvero sulle panchine di Fiorentina (2019-2020) e Parma (2021-2022)? Con i viola, in Serie A, il bilancio fu positivo: il tecnico rilevò una formazione lasciata da Vincenzo Montella al quindicesimo posto, con una media di appena un punto a partita (divenuta 1.52 nella sua gestione). L'allenatore marchigiano riuscì a risollevare le sorti della squadra portandola fino alla decima piazza, con otto vittorie, altrettanti pareggi e cinque sconfitte.
Nel farlo, Iachini migliorò notevolmente la difesa: i gol incassati a partita passarono da 1.6 a 0.95 (con ben otto porte inviolate su venti gare), con i tiri in porta subiti che calarono da 4.6 per incontro a 3.95. Il 3-5-2 del tecnico, infatti, finì per produrre una formazione molto attenta in fase di non possesso, con i due esterni di centrocampo che si abbassavano sulla linea dei centrali e concedevano poco spazio agli avversari, costringendoli spesso al cross.
Con lui, inoltre, crebbe la media delle reti segnate, da 1.16 a 1.35 per ciascun match: la sua Fiorentina fu brava sia nello sfruttare le fasce laterali per arrivare al cross, sia nel ripartire in contropiede portando velocemente tanti uomini nella metà campo avversaria. Anche quanto subentrò sulla panchina del Parma, Iachini riuscì anzitutto a dare ordine alla fase difensiva, chiudendo le zone centrali del terreno alla manovra.
Rispetto alla gestione Maresca, il numero dei gol subiti calò da 1.38 ad appena uno a partita. Leggermente peggio andò all'attacco: la media delle reti segnate fu di poco peggiore se confrontata con il suo predecessore, mentre le conclusioni verso la porta rimasero quasi le stesse. Proprio per questo Iachini non diede una vera e propria svolta ai ducali dal punto di vista della classifica. L'allenatore rilevò il club in quattordicesima posizione e chiuse dodicesimo, mantenendo bene o male la stessa media punti della prima parte di stagione.


