Il Bari e Mignani: è finita definitivamente. Dai rumor del ritorno al distacco, ora tocca tifarsi a vicenda
Con l’ufficialità del suo arrivo al Palermo, Michele Mignani si è separato definitivamente dal Bari. Legato ancora da un contratto fino a giugno 2025, dopo l’esonero in favore di Pasquale Marino, l’ex capitano del Siena era rimasto in orbita biancorossa. In più di un’occasione si è vociferato di un suo ritorno, nonostante le parole di Polito e De Laurentiis sembrassero escludere questo scenario.
Ora per l’artefice della promozione in B e della quasi promozione in Serie A alla guida del Bari si aprono le porte di una nuova stimolante avventura. Il Palermo del City Group (la stessa proprietà del Manchester City e del Girona) ha investito molto questa estate per centrare la promozione nella massima categoria italiana. I risultati dei rosanero, però, sono stati nettamente al di sotto delle aspettative, al punto da costringere la proprietà ad esonerare Eugenio Corini.
Per Mignani il compito ambizioso di provare a portare subito in Serie A il club siciliano. Per farlo avrà a disposizione sette partite più i probabili play-off. Sul suo cammino ci saranno anche diversi club invischiati nella lotta per non retrocedere, in rivalità proprio con il Bari. La prima sfida sarà sabato pomeriggio contro la Sampdoria rinata nel 2024. A seguire i rosanero se la vedranno con diverse rivali dirette del Bari: dal Cosenza di Viali, passando per lo Spezia di D’Angelo, l’Ascoli di Carrera per concludere con il Sudtirol.
Allo stesso tempo il Bari potrebbe fare qualche favore al suo ex condottiero. Sul cammino dei pugliesi si parano subito Cremonese e Como, in lizza per la promozione diretta e per i primi posti validi per i play-off. Toccherà tifarsi a vicenda per raggiungere i rispettivi obiettivi. Obiettivi tristemente molto diversi.


