Chi sale e chi scende - Tanti flop tra i biancorossi, si salvano in tre
Si scioglie come neve al sole il Bari di Moreno Longo. La sconfitta contro la Juve Stabia è meritata nel risultato e nella prestazione offerta dalla squadra. Molti gli errori del collettivo, pochi i singoli che si sono contraddistinti. Un naufragio a cui non hanno fatto eco i violini del Titanic, ma i cori di sostegno di circa 21.000 spettatori, testimoni oculari di una gara difficile da commentare. Vediamo quali flebili fiammelle fanno capolino in questo incendio biancorosso, dove tanti vi si sono scottati, se non addirittura bruciati.
CHI SALE - Malgrado la difesa abbia fatto acqua da tutte le parti, Obaretin conferma le ottime impressioni avute a Cremona. Al di là di un fisico possente, non ha paura di gestire la palla anche in zona offensiva e di proporsi, dando man forte alle azioni d'attacco. Rimanendo là davanti, il cambio di Novakovich ha riacceso, seppur per poco, le speranze del tifo. Un colpo di testa parato da Thiam, sponde per fare salire la squadra, pressing sul possesso avversario. L'americano in 45 minuti ha fatto meglio di chi ne ha giocati novanta. Egli è entrato al posto di uno Sgarbi non da sufficienza piena, ma encomiabile dal punto di vista dell'atteggiamento, meno nell'efficacia delle giocate e delle idee.
CHI SCENDE - Nel novero dei peggiori vi sono sicuramente Vicari e Pucino. Entrambi sono andati molto in difficoltà contro gli attaccanti avversari, non offrendo degna marcatura e lasciandoli liberi di fare ciò che volevano. Le tre reti subite bastano per rendere l'idea. L'assist per Ricci e qualche buono spunto nel finale non sono sufficienti per salvare Dorval dalla bocciatura. I problemi fisici avuti in settimana sono una parziale giustificazione per un giocatore totalmente avulso dal gioco e molto in difficoltà, soprattutto difensivamente. Male anche Maiello, incapace di gestire la sfera come degnamente ha fatto a Cremona e rimasto ingarbugliato nella rete partenopea, e Sibilli, la cui qualità ha portato a molto poco in termini di pericolosità, se non qualche conclusione velleitaria.


