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Lerda: "Salernitana favorita nel Girone C. Il Bari deve dimenticare subito la Serie B"TUTTOmercatoWEB
Oggi alle 11:19Serie C
di Luca Bargellini

Lerda: "Salernitana favorita nel Girone C. Il Bari deve dimenticare subito la Serie B"

Franco Lerda, intervenuto ai microfoni della radio ufficiale di tuttoMercatoWeb.com, ha analizzato gli equilibri della Serie C 2026-27
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La nuova Serie C è ormai alle porte e gli equilibri iniziano a delinearsi. Intervenuto ai microfoni della radio ufficiale di TuttoMercatoWeb.com, Franco Lerda ha analizzato le strategie di costruzione delle squadre, indicando le favorite per la promozione e soffermandosi sulle difficoltà che attendono le retrocesse dalla Serie B. L'ex allenatore ha parlato anche del progetto del Catania, della Salernitana, del Bari e dell'Union Brescia. Mister, il Catania ha scelto di ripartire con un progetto più giovane rispetto alle ultime stagioni. È la strada giusta? "Io sono per una via di mezzo. Nelle piazze importanti, dove c'è tanta pressione, non puoi costruire una squadra composta soltanto da giovani. Serve il giusto equilibrio. I ragazzi hanno sicuramente grandi motivazioni, ma accanto a loro devono esserci giocatori esperti, capaci di trascinarli e di accompagnarne la crescita. Per vincere un campionato di Serie C serve proprio questo mix: entusiasmo, esperienza e qualità. Non sempre è facile costruirlo, ma teoricamente è la strada migliore". Il Girone C si annuncia ancora una volta molto competitivo. Chi vede favorito? "La Salernitana è una delle piazze che, insieme a Catania e Bari, ha il dovere di provare a vincere per il peso della società e della tifoseria. In più ha mantenuto sia l'allenatore, Serse Cosmi, sia il direttore sportivo Daniele Faggiano, e questo rappresenta un vantaggio importante. Il Bari arriva da una retrocessione difficile e non è mai semplice mentalizzarsi subito in una categoria così complicata. Può esserci anche inconsciamente il rischio di sottovalutare il campionato. Accanto a queste tre squadre ci sono realtà che hanno già dimostrato il proprio valore, come la Casertana, e non dimenticherei nemmeno il Cosenza, che pur avendo problematiche societarie dispone comunque di un organico da tenere in grande considerazione". Anche il Girone B si preannuncia molto competitivo. "Sì, perché tre delle quattro retrocesse dalla Serie B, ovvero Reggiana, Spezia e Pescara, dovrebbero finire proprio nel Girone B. Inoltre ci sono piazze storiche come Perugia, Livorno, Sanbenedettese e un Ravenna che vuole confermarsi. È un girone destinato a rimanere molto equilibrato". Il Girone A, invece, sembra avere un padrone designato? "Sono d'accordo. Un po' come accaduto lo scorso anno, credo che l'Union Brescia parta davanti a tutti. Alle sue spalle vedo soprattutto il Cittadella, che dopo la retrocessione ha acquisito esperienza e può contare su un direttore sportivo molto preparato come Stefano Marchetti, che conosce perfettamente ambiente e categoria. Al momento non vedo altre squadre con la forza necessaria per mantenere gli stessi ritmi dell'Union Brescia". Quanto pesa, per una squadra retrocessa dalla Serie B, il rischio di sottovalutare la Serie C? "Pesa tantissimo. Lo dico anche per esperienza personale. Quando retrocedi ti porti dietro una sensazione, spesso inconscia, di superiorità. Due anni prima magari giocavi a San Siro o all'Olimpico e improvvisamente ti ritrovi in Serie C. È normale pensare che la categoria sia soltanto di passaggio. L'allenatore deve lavorare proprio su questo aspetto, facendo capire a tutto l'ambiente, non solo ai giocatori, che ogni partita va affrontata con la massima umiltà. In Serie C trovi squadre che contro di te giocano la partita della vita, campi difficili, sintetici, ambienti molto caldi. Devi essere pronto non solo a giocare bene, ma anche ad affrontare le gare con il coltello tra i denti. Chi non comprende subito questa realtà rischia di andare incontro a brutte sorprese. Lo abbiamo visto tante volte con grandi piazze che hanno faticato più del previsto dopo la retrocessione".