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Bari, il conto alla rovescia è iniziato
Oggi alle 11:00Copertina
di Lorenzo D'Agostino
per Tuttobari.com

Bari, il conto alla rovescia è iniziato

Dodici giorni per conoscere il proprio destino. Dodici giorni che possono cambiare il futuro del Bari e della sua tifoseria, già provata da una stagione complicata e da un clima di incertezza che continua ad accompagnare l’ambiente biancorosso.

Il 31 maggio è scaduta la concessione dello stadio San Nicola e, ad oggi, la situazione resta avvolta da interrogativi. Senza un accordo che consenta di continuare a utilizzare l’impianto barese, il club sarebbe costretto a indicare un’altra struttura per disputare le gare casalinghe della prossima stagione. Un passaggio tutt’altro che secondario, considerando che la disponibilità di uno stadio rappresenta un requisito fondamentale per completare la documentazione necessaria all’iscrizione al campionato.

La data cerchiata in rosso è quella del 16 giugno, termine ultimo per le iscrizioni alla Serie C. Entro allora il Bari dovrà necessariamente sciogliere il nodo legato all’impianto di gioco, trovando una soluzione definitiva sul San Nicola oppure individuando un’alternativa credibile e conforme ai parametri federali. Una corsa contro il tempo che alimenta l’apprensione di una piazza abituata a ben altri palcoscenici.

In questo scenario, la proprietà guidata da Luigi De Laurentiis si trova davanti a uno dei momenti più delicati della propria gestione. Serve una decisione, serve una direzione chiara. Perché il tempo delle attese è ormai terminato e ogni giorno che passa restringe ulteriormente il margine d’azione.

Come se non bastasse, sullo sfondo resta aperta anche una finestra che potrebbe cambiare gli equilibri sportivi della prossima stagione. Il 10 giugno verrà infatti definita la posizione della Juve Stabia. Qualora il club campano non riuscisse a completare il proprio iter di iscrizione, potrebbero aprirsi scenari inattesi, con il Bari che tornerebbe a osservare da vicino la possibilità di un eventuale ripescaggio.

Ma sarebbe un errore affidarsi alle speranze. Prima di guardare agli altri, il Bari deve risolvere i propri problemi. Deve garantire la propria iscrizione, mettere in sicurezza il futuro e restituire serenità a una piazza che da troppo tempo vive tra promesse, attese e interrogativi.

Dodici giorni. Non sono soltanto una scadenza sul calendario. Sono il confine tra la programmazione e l’improvvisazione, tra la certezza e il rischio, cui il Bari è chiamato a dare risposte concrete a una città che aspetta di conoscere il proprio destino. E che, ancora una volta, trattiene il respiro.