Dal ruolo di Marino alla disponibilità del San Nicola: cosa s'è evinto dalla conferenza di Leccese
"Una scelta difficile ma che pensiamo sia giusta": questo è il sunto estremamente sintetico della conferenza tenuta ieri da Vito Leccese, sindaco di Bari e protagonista di un estenuante confronto con la famiglia De Laurentiis, chiuso (al momento) con una serie di importanti notizie e spunti.
Le novità sono molteplici: in primis, il Bari giocherà la Serie C al San Nicola. Leccese ha firmato l'atto di disponibilità dell'impianto, fondamentale step per l'iscrizione al campionato. Inscindibile rispetto a questa possibilità, l'adempienza alle tre garanzie richieste dal primo cittadino. La prima, ovvero l'esplicitazione di un management dal duplice compito (gestione tecnica della squadra e garanzia di transizione verso un nuovo socio), risponde al nome di Pierpaolo Marino, già coinvolto nell'acquisizione del Napoli nel lontano 2004 nonchè figura di comprovata esperienza, seppur da un po' di tempo inattivo.
Un altro punto riguardano l'istituzione graduale di un Comitato di garanzia che il Comune comporrà al fine di relazionarsi periodicamente con Marino: l'unica figura, al momento, a farne parte, è l'ex presidente della Corte D'Appello barese, ossia Franco Cassano. Nell'ottica di una futura cessione, DeLa ha promesso impegno per alimentare interlocuzioni per mezzo di una società di advisory internazionale, oltre alla costituzione di una data room in cui confluiranno i dati della società, accessibili dagli acquirenti.
"Mi fido limitatamente e qualcosa, oggi, l'ho ottenuta. Spero di ottenere tutto", uno dei tanti commenti del sindaco, cautamente ottimista e fiero del suo operato e del Consiglio comunale tutto. Nei limiti del proprio potere, ha rappresentato la linea intransigente e volta a mettere spalle al muro gli attuali proprietari del Bari, salvo cedere all'ultimo centimetro in cambio di quelle che, ad oggi, sono parole in una PEC di risposta ad una terza lettera. Per i fatti si può attendere (ma neanche troppo, in realtà).
Di contraltare, è palpabile lo scetticismo, dei colleghi presenti come dei tifosi sui social, circa quanto deciso: le parole di DeLa senior, nella stessa sede della conferenza, all'ottenimento del club, risuonano ancora e, vedendo cos'è successo da quel giugno 2018, i tanti dubbi sono leciti e legittimi. Al di là della ciclica 'Serie A' sbandierata come obiettivo, il silenzio che ancora avvolge Via Torrebella vale più di mille parole.
All'Eccellenza si è preferita la Lega Pro con questa presidenza (semicit.): solo il tempo dirà se ne sia valsa la pena. Certamente, come ha detto Leccese, "il rapporto tra la piazza e la presidenza è ridotto in macerie". Da esse si può risorgere, tipo araba fenice, ma anche inabissarsi ulteriormente. Uno step è concluso, attendiamo le prossime mosse.


