Aurelio Galli e quella difesa impenetrabile. Storia di un “mastino” biancorosso
La storia di Aurelio Galli e del suo rapporto con il Bari ha radici profonde e tanti aneddoti da raccontare. Il difensore milanese arriva nella città levantina nel 1968 in comproprietà con il Bologna e con tanta curiosità sulla nuova avventura barese. Era l’epoca del presidentissimo Angelo De Palo e fu l’allenatore Leandro Toneatto a volere a tutti i costi il roccioso difensore meneghino.
Galli scoprì la passione per il calcio sin dalla tenera età quando, con la famiglia, si recava in vacanza a San Pellegrino, località scelta dal Milan dell’epoca per il ritiro precampionato. Decise di giocare da terzino e fu notato dall’Ambrosiana Monreale che gli fece fare un provino. Da li il debutto in serie C con la Solbiatese.
Come detto, nel 1968 arriva l’opportunità di giocare con il Bari. Galli divenne con il tempo uno dei punti di riferimento della difesa dei galletti da quel 1968 sino al 1976. Fu protagonista di uno dei reparti arretrati più forti della storia del Bari insieme al suo grande compagno di avventura Vittorio Spimi, costituendo un muro quasi invalicabile per tutti gli attacchi avversari. Galli si fece notare per la sua nota verve agonistica e per il suo senso della posizione. Sapeva comandare alla grande la difesa dimostrando grandissime doti di personalità e di carattere.
Tanti sono gli episodi che hanno dimostrato concretamente come Galli non facesse sconti a nessuno, nemmeno con i suoi allenatori. Celebre fu una sua disputa piuttosto forte con Gianni Seghedoni, allenatore del Bari nella stagione 1975-76 ( ultima in maglia biancorossa per Galli), il quale escluse dai titolari il difensore probabilmente per una presunta trattativa che avrebbe dovuto portare lo stesso Galli lontano da Bari. La questione fu raccontata dallo stesso Galli in un’intervista di pochi anni fa dove Il difensore parlò di un’accusa da parte del tecnico ex Catanzaro di non impegnarsi al massimo per la causa biancorossa. L’allora presidente De Palo non credette mai a questa versione e volle vederci chiaro. Galli racconta di una feroce discussione con Seghedoni dove, però, il tutto si concluse con il ritorno alla titolarità del difensore lombardo e il conseguente allontanamento di Seghedoni dalla panchina del Bari.
Aurelio Galli era questo. Grinta, carattere forte e grande senso dell’onore. Vera bandiera del Bari, ha disputato con i galletti biancorossi otto campionati, uno di serie A, cinque di serie B (con la promozione in massima serie nella stagione 1968-69) e due in serie C. Con 235 incontri disputati, è tuttora il nono giocatore biancorosso più presente in incontri di campionato.


