Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuolo
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / bari / Copertina
La piazza di Bari si riunisce per lo Zar e mette da parte polemiche e contestazioni
Oggi alle 20:00Copertina
di Cesare De Pasquale
per Tuttobari.com

La piazza di Bari si riunisce per lo Zar e mette da parte polemiche e contestazioni

Igor Protti ha espresso la volontà di abbracciare Bari per l'ultima volta e la piazza biancorossa ha risposto presente. Lo scorso venerdì lo stadio San Nicola ha offerto una splendida immagine di sé. La serata per omaggiare l'idolo della città ha permesso anche di rivedere le vecchie glorie che hanno segnato la storia del club. I cori intonati dalla Curva Nord, ora ribattezzata "Curva Nord Igor Protti" hanno scaldato l'ambiente e rievocato un passato che resta nei cuori di tutti gli appassionati ai colori biancorossi. Tanti i momenti emozionati: dall'inno cantato da Sabino Bartoli, all'ovazione verso alcuni simboli della squadra come Sandro Tovalieri e Jimmy Fontana, fino all'arrivo delle ceneri dello Zar proprio sotto la sua curva.

Pur avendo vestito la maglia del Bari appena quattro stagioni, Protti si è fatto amare e ricordare entrando in breve tempo nell'immaginario collettivo come un vero e proprio ultrà. Perché una bandiera non è chi trascorre tutta la sua carriera in una sola squadra, ma chi è animato da un forte senso di appartenenza verso una città, una storia ed una maglia. Protti, Tovalieri ed altri pochi casi eccezionali del Bari che fu, possono davvero essere considerati degli idoli pur non essendo delle divinità. Anzi, è l'esatto opposto. Loro erano uomini con il sudore sulla fronte, la fatica nelle gambe e la gentilezza nell'animo. Ed è proprio in quella umanità che diventano eterni. La Curva infatti non ama gli dei, bensì chi le somigliava. Igor Protti non era al di sopra del popolo biancorosso, ma dentro il suo respiro ed il suo battito. I gol del bomber romagnolo non erano soddisfazioni personali, ma gioie collettive. Come dimostrano le sue corse sotto la curva, gli abbracci con la sua gente e la condivisione di ogni esultanza. 

Anche solo per una sera, a Bari c'era aria di festa. Un tuffo nel passato che ha cancellato la triste attualità. Nel nome di Protti la città ha deposto le armi del presente e l'ascia di guerra verso la proprietà. Anche solo per una sera le contestazioni hanno taciuto per far spazio al ricordo solenne e alle emozioni genuine. La memoria, quando è sincera e viscerale, sa sospendere l'astio ed il rancore nei confronti della desolante realtà degli ultimi anni. Solo nel momento in cui ha preso la parola il sindaco Vito Leccese, qualche fischio ha attraversato l'aria come un'onda isolata che per un istante ricorda alla riva le sue inquietudini. Per il resto, ogni forma di contestazione è stata giustamente accantonata. Proprio come avrebbe voluto Igor, che ha onorato Bari sia dentro che fuori dal campo, meritandosi una celebrazione così autentica e fragorosa