ESCLUSIVA TUTTOBARI.COM - Giovanni Indiveri: "Con questo spirito il Bari può vincere a Cesena"
Ha da poco appeso le scarpe al chiodo, come si usa dire nel gergo calcistico, e (burocrazia a parte) è in procinto di aprire uno stabilimento balneare nella sua Monopoli. Giovanni Indiveri ha quindi scelto, dopo 18 anni di onorata carriera da professionista, cosa vuol fare “da grande”, lui che non a caso è un ex sia del Cesena che del Bari.
Nato nel vivaio biancorosso, che gli anche permesso di esordire in A il 16 maggio del 1998 in un Napoli-Bari finito 2 a 2, Giovanni conta due splendidi anni anche coi romagnoli, conditi da una promozione dalla C1 alla B (2003-04). Cinque le presenze nella massima serie, tutte con Fascetti a Bari, e poi tanta serie C: Lanciano, Ascoli, Martina, e poi ancora Gallipoli, Pisa e Pescara le sue esperienze più significative nella categoria. Tuttobari.com ha contattato in esclusiva l’ex numero uno, dopo la parentesi in Eccellenza con il Liberty Monopoli, per parlare della gara che fra poche ore andrà in onda al Manuzzi, ma anche del futuro del giocatore monopolitano.
Allora Giovanni, da ex su ambo i fronti, come vedi Cesena-Bari?
“Il Cesena sarà abbastanza rimaneggiato, causa le squalifiche. Il Bari invece, nonostante la situazione di classifica, con lo spirito che ha assunto ultimamente può andare a far risultato. I punti da recuperare sono tanti, ma i giocatori stanno comunque onorando l’impegno con professionalità e potrebbero bissare il colpaccio di Parma”.
Il tuo pronostico è quindi a favore dei biancorossi?
“Si perché arrivati a questo punto le gare vengono affrontate senza l’ansia del risultato e ciò può aiutare il Bari, io penso, nella conquista dei tre punti”.
Mister Mutti prima della gara col Catania dichiarò che con un pareggio e sei vittorie il Bari poteva ancora dire la sua per la salvezza. Condividi questa tesi?
“Mutti ha parlato così per tenere ancora accesa una fiammella. Ma guardando in faccia la realtà secondo me il Bari è ormai in netto ritardo per la salvezza. Certo i match ball li avuti, vedi le gare interne con Chievo e Catania, però toppate quelle le possibilità siano finite”.
Per quel che riguarda il tuo rapporto col Cesena? Tu che hai collezionato oltre una sessantina di presenze ed anche una promozione nella serie cadetta…
“Ambiente spettacolare e ricordi fantastici di quei due anni. Cesena è un’isola felice sia per giocare che per viverci. La società ha investito su giovani interessanti e tenuto basso il tetto ingaggi, tutte cose che fanno un po’ a botte (diciamo) col calcio moderno, ma che le hanno permesso di esser lì dov’è ora”.
Torniamo indietro nel tempo. Se ti dico 16 maggio 1998 a cosa pensi?
“Il mio esordio in serie A in Napoli-Bari. Facemmo un tempo a testa con Gentili. Erano una partita che non diceva nulla visto che loro erano già retrocessi e noi salvi: così Fascetti mi lanciò nella mischia”.
Materazzi e Fascetti sono stati i tuoi allenatori a Bari. Chi ti ha dato di più sul lato umano e ch più su quello tecnico?
“Materazzi per quanto riguarda il lato umano: lui erano uno che guardava molto ai giovani. Fascetti invece era più concentrato sui giocatori della Prima squadra e guardava ben poco al vivaio, anche se, per le cinque gare in A, devo ringraziare lui”.
Nella tua esperienza barese sei stato il secondo sia di Fontana che di Mancini.
“Il Bari ha sempre avuto grandi portieri. Di quando ero ragazzino ho dei bei ricordi di Drago e Mannini ad esempio, ma credo che quei due che hai nominato abbiano fatto le annate migliori, escludendo l’attuale Gillet. Personalmente stravedevo per Fontana, anche perché ci somigliavamo fisicamente: magrolini e reattivi…”.
Dopo aver smesso col Liberty Monopoli cosa bolle in pentola?
“Dopo il Liberty ho detto basta. Adesso sto cercando di aprire uno stabilimento balneare, burocrazia permettendo, qui da me a Monopoli. È un mio sogno e sarà anche il mio futuro. Poi finita la stagione ho intenzione di dedicarmi ad allenare giovani portieri”.
Domani ci sarà un “nonno” come Francesco Antonioli a difendere i pali del Cesena a 42 anni suonati…
“Antonioli è uno di quei portieri che, al di là di quel che dice la carta d’identità, continuano ad avere un ottimo rendimento e merita di stare ancora nella massima serie. è un gran professionista, una persona che può insegnare tanto ai più giovani”.
Da chi e soprattutto con cosa deve ripartire il Bari l’anno prossimo?
“Dai giovani. Loro sono il futuro, croce e delizia perché si esaltano ma si deprimono anche in un attimo. E poi deve tornare l’entusiasmo perché Bari è una bella piazza, ma che si deprime se le cose vanno male”.
RIPRODUZIONE DELL'ESCLUSIVA (ANCHE PARZIALE) CONSENTITA, PREVIA CITAZIONE DELLA FONTE: WWW.TUTTOBARI.COM


