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ESCLUSIVA TC - FELICE PICCOLO (Ex Empoli): "Il Cagliari è un mix di giovani e giocatori esperti. Ranieri punta su un calcio concreto e diretto, con poco fraseggio. L'Empoli cerca di salvarsi con un gioco propositivo, ed è una fucina di talenti"TUTTOmercatoWEB
© foto di Giacomo Morini
giovedì 28 dicembre 2023, 17:01Primo piano
di Matteo Bordiga
per Tuttocagliari.net

ESCLUSIVA TC - FELICE PICCOLO (Ex Empoli): "Il Cagliari è un mix di giovani e giocatori esperti. Ranieri punta su un calcio concreto e diretto, con poco fraseggio. L'Empoli cerca di salvarsi con un gioco propositivo, ed è una fucina di talenti"

Eclettico difensore di scuola Juventus, ha militato per due stagioni nell’Empoli, prossimo avversario del Cagliari di Claudio Ranieri. Nel corso della sua carriera ha cambiato molte maglie, vivendo esperienze importanti con Lucchese, Como, Reggina, Spezia e Alessandria e trovando fortuna soprattutto in Romania tra le fila del Cluj, dove è rimasto per quattro anni conquistando campionato e coppa nazionale. Da ricordare nel suo palmarès anche un campionato di serie B vinto con la casacca della Vecchia Signora nel 2006-2007, totalizzando complessivamente sette presenze.

Felice Piccolo, che conosce bene l’ambiente empolese, ci aiuta a inquadrare il match in programma dopodomani all’Unipol Domus tra i sardi e i toscani allenati da Aurelio Andreazzoli.

Felice, che idea si è fatto del Cagliari dopo questa prima parte di campionato? I rossoblù sono destinati a soffrire fino all’ultimo per ottenere la salvezza o, secondo lei, potrebbero raggiungere il traguardo con qualche giornata d’anticipo?

“Mi aspettavo che i sardi, arrivati a questo punto della stagione, si trovassero in una posizione di classifica un po’ migliore. Invece hanno perso qualche punto di troppo, che ha inciso negativamente sul morale della squadra. La rosa è attrezzata per disputare un buon campionato, perché può fare affidamento su un giusto mix di giovani interessanti ed elementi di esperienza. Ed è guidata da un tecnico navigato e di grande spessore. Sono convinto che il Cagliari abbia tutte le carte in regola per tirarsi fuori dalle sabbie mobili della bassa classifica. Anche perché, rispetto alle altre pretendenti alla salvezza, dispone di giocatori che hanno già fatto la serie A.”

Il problema principale è rappresentato dalla fase difensiva: il Cagliari incassa di fatto due reti a partita. Molti interpreti, come Dossena e Obert, sono esordienti in serie A. Altri hanno poca esperienza nella categoria regina. Come si può invertire questa tendenza?

“Ranieri avrà sicuramente preso atto di questa situazione. Non a caso ha approntato un sistema difensivo a tre, tenendo Augello alto a sinistra e schierando Nandez a destra. In questo modo ottiene un po’ più di copertura. Quando giochi a quattro puntando sui giovani, coprire tutti e sessanta i metri di larghezza del campo è piuttosto difficile. La difesa a tre, come detto, protegge di più la squadra e, inoltre, ti permette lo sbaglio in uscita quando tenti l’anticipo: questo accresce la fiducia e la sicurezza difensiva.”

Sotto il profilo del gioco corale si erano visti sensibili miglioramenti a novembre, soprattutto nelle gare contro Frosinone, Udinese, Genoa e Monza. Poi però nel mese di dicembre sono riaffiorati i vecchi problemi: troppo spesso si ricorre al lancio lungo dalle retrovie e ai cross dagli esterni per l’unica soluzione rappresentata dai colpi di testa e dalle spizzate di Pavoletti, o comunque dell’attaccante centrale. In più a volte, con la disposizione a cinque a centrocampo, manca un vero raccordo con le due punte: un elemento di qualità in grado di illuminare la manovra offensiva.

“Ora Ranieri punta sulla concretezza e sulle soluzioni più sicure e ‘dirette’. Il che tradotto significa: poco fraseggio e si cerca subito la prima punta di peso in avanti, per poi andare a conquistare la seconda palla. In più, con la velocità di giocatori come Oristanio e Luvumbo si creano i presupposti per impensierire le retroguardie avversarie. La priorità in questo momento è tirarsi fuori dal fondo della classifica e cominciare a respirare un po’: quando si potrà giocare con maggiore serenità e spensieratezza, determinate da una posizione migliore in graduatoria, si vedrà anche qualche fraseggio in più. E migliorerà la brillantezza nella costruzione del gioco.”

Felice, che avversario sarà l’Empoli sabato all’Unipol Domus? La squadra di Andreazzoli è nota per la sua filosofia, consistente nella ricerca del risultato attraverso il gioco e lo spirito aggressivo e propositivo. Come inquadra il match tra rossoblù e azzurri?

“Quest’anno la dirigenza empolese ha lanciato l’ennesima, coraggiosa scommessa. In attacco e a centrocampo l’età media della squadra è veramente molto bassa: spesso si gioca con tanti 2001 e 2002. La difesa è un po’ più esperta. Bisogna fare le congratulazioni all’Empoli per la sua capacità di mantenere la categoria producendo al contempo plusvalenze. Di sicuro per i toscani sarà la solita stagione di sofferenza, anche perché a mio parere alla lunga l’Udinese verrà fuori e abbandonerà la zona retrocessione. Se la giocheranno Verona, Cagliari, Empoli e Salernitana, coi sardi leggermente avvantaggiati per via della qualità tecnica del loro organico. Sabato credo che gli uomini di Ranieri, come dicevo prima, andranno sul pratico, proponendo un determinato tipo di calcio. L’Empoli farà la sua partita, forte della sua mentalità. Il club toscano è una fucina di talenti: ha fatto crescere dei giovani che ora giocano in Nazionale, e continuerà ad applicare la sua strategia anche nei prossimi anni. Probabilmente vedremo alcuni dei ragazzi che oggi militano tra le fila empolesi esordire presto a livello internazionale.”