Bonato a Radiolina: "Dobbiamo fare quello step per diventare squadra rognosa per tutte le altre squadre"
L'ospite odierno della trasmissione "Il Cagliari in diretta" è il direttore sportivo del Cagliari Nereo Bonato. Ecco qui alcune delle sue dichiarazioni:
Come sta? "Veniamo da tre sconfitte e dobbiamo sicuramente capire cosa non è andato, trovare le soluzioni già a partire da sabato e mettere in campo cosa ci è mancato in queste gare. Il nostro è stato un mercato equilibrato che doveva tener presente dei parametri economici vincolanti e limare un gruppo che era numeroso, portare i correttivi giusti per migliorare la qualità della rosa. Goldaniga ha ricevuto una proposta vantaggiosa e ci ha permesso di fare acquisti. Mina, cercavamo un leader nel reparto difensivo; Gaetano ci porta dinamicità e qualità. Avevamo messo in canna il terzo colpo, ma per dinamiche che non dipendono da noi non siamo riusciti a concretizzarlo, parliamo di Barak. Dobbiamo essere bravi ora a trovare dentro il nostro organico le caratteristiche che cercavamo in Barak.
Secondo lei perché Mina ha giocato poco a Firenze? "Quando è arrivato aveva qualche problema fisico, poi ogni allenatore ha una sua idea di gioco. Italiano probabilmente aveva trovato la sua quadratura difensiva mentre era infortunato e poi non ha più cambiato. E' una scelta buona il suo arrivo, ci avevamo già pensato in estate, andavamo a cercare quelle qualità di leadership che servivano. E' arrivata la Fiorentina che aveva qualche valore in più rispetto ad una neopromossa, era normale che potesse scegliere la viola in estate".
Ci racconta l'affare Barak? "Si era raggiunto un accordo anche con il ragazzo. Era un'operazione che ci stava. C'era un interesse della Fiorentina in Gudmundsson e Reyna e avevamo visto la voglia da parte dei viola di arrivarci. Poi c'è stato il Nottingham Forest che ha fatto un'offerta migliore per Reyna e il Genoa ha deciso di tenere Gudmundsson. Tutte le squadre che lottano per la salvezza hanno dovuto cedere giocatori importanti, il Cagliari ha mantenuto l'intera ossatura ed è riuscito a inserire giocatori che daranno una mano. Qualche nostro ragazzo è stato richiesto, ma la nostra volontà era mantenere la rosa attuale. Makoumbou, Obert, Luvumbo... ma noi non volevamo farli andare per costruire qualcosa di più consolidato".
Nandez? "Si sa che Nahitan ha questo grande amore nei confronti del Cagliari e della Sardegna. Darà fino all'ultima goccia di sudore per onorare il Cagliari. Sul rinnovo? Ognuno cercherà di fare i propri interessi".
Un anno di Cagliari a Bonato - "A Novembre ho compiuto il primo anno di Cagliari, ho avuto la fortuna di vivere un'esperienza indimenticabile con la vittoria dei playoff. Ho avuto l'esperienza di vivere anche quello che è stato Gigi Riva per il Cagliari e il riconoscimento che ha dato tutta la Sardegna. Portatore di valori incredibili che deve essere d'esempio per i ragazzi. Tante volte vengono sempre messi in evidenza gli esempi negativi, Riva è un esempio positivo".
Come sta il Cagliari? "Il nostro percorso è stato altalenante: le prime partite dove abbiamo fatto tantissima fatica. Mi ricordo il 4-1 subito in casa contro la Roma. Poi la seconda fase in cui la squadra si è ritrovata. Abbiamo avuto due grandi opportunità con Frosinone e Verona (quelle del ritorno), non siamo stati bravi a capitalizzarle. C'era la possibilità di spiccare il volo, lì c'è stato il primo contraccolpo. Dopo la gara di Roma non l'abbiamo interpretata al meglio. In questi giorni ci siamo confrontati per trovare soluzioni necessarie. La classifica non è bellissima, ma siamo tutte lì e basta poco. Però manca qualcosa e dobbiamo fare quello step per diventare squadra rognosa per tutte le altre squadre. Dobbiamo lottare con tutti".
Gare in casa e in trasferta? "Il pubblico è fondamentale, è uno dei punti fermi che dobbiamo tenere e coltivare. In casa ci giochiamo tante chances di salvezza. Anche l'anno scorso abbiamo fatto tanta fatica a vincere fuori casa. Si sa che i campionati sono diversi, ma dobbiamo avere la convinzione di poterlo fare. Dobbiamo lavorare per eliminare questi limiti".
Le gare contro le grandi - "Credo che quando si alza il livello della qualità, o riesci ad alzare il pressing o ti fanno girare. Dobbiamo trovare qualche soluzione, avere quella rabbia di andare a sovvertire questo trend. La mentalità delle squadre che lottano per salvarsi è quella di andare a ringhiare su ogni situazione. Dobbiamo crescere. Dobbiamo fare un percorso nostro, penso la salvezza possa essere sui 35 punti. Ne mancano tanti, dobbiamo vincere 4-5 partite sicuro. Il Cagliari è troppo tenero con le squadre di alto livello, dobbiamo trovare il modo di fare battaglia anche contro di loro".
Mercato - "Si è ragionato sempre tutti insieme, credo che ci sia grande unità di intenti. Ci sono dei ruoli ben distinti, il presidente è sempre presente, vicino e condivide ogni scelta. C'è la direzione sportiva che cerca di indirizzare le scelte. Sappiamo che quando si viene da una rivoluzione perché si è retrocessi, un'altra rivoluzione perché sei risalito è facile commettere errori. Qualcosa magari funziona nell'immediato, qualcosa successivamente. Bisogna avere pazienza e la forza di aspettare. Deve essere un'attesa attiva per velocizzare questo percorso".
Situazione infortunati - "Credo che il primo che arrivi sia Oristanio, poi Shomurodov ma si va a fine febbraio. Poi c'è sia Marko Rog che Mancosu. Rog viene dal terzo crociato, credo che per lui sarebbe determinante trovare una soluzione per fargli fare minutaggio. Mercato croato un'opportunità? Sì, gli permetterebbe di arrivare in condizione e rimettersi in gioco. Quando fai tre infortuni così ravvicinati devi anche affrontarli, se venisse fuori l'opportunità sarebbe una scelta da valutare".
Svincolati? "Capisco ci sia un po' di delusione, ma in questo momento non abbiamo bisogno di attingere dal mercato degli svincolati. Cercavamo Barak per dare esperienza e forza al centrocampo, ma penso che con i due innesti abbiamo valori importanti. Ben venga l'affollamento quando torneranno Oristanio e Shomurodov, l'attacco è stato penalizzato. L'arrivo di Mina ci dà quella cattiveria e quei centimetri che cercavamo. Sono convinto che alla fine arriviamo al nostro obiettivo".
Importanza della figura di Ranieri - "C'è grande unità di intenti, il mister è un grande valore aggiunto. Avere una figura che ha il carisma, personalità e l'appoggio di tutta la gente aiuta tutti ad avere più lucidità".
Importanza della partita contro l'Udinese dopo la Lazio - "Ogni partita può essere quella della svolta, una vittoria può far scattare determinati meccanismi: ogni partita va affrontata cercando di ottenere il massimo. Abbiamo uno step da fare e dobbiamo farlo tutti insieme".


