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ESCLUSIVA TC - GIANFRANCO MATTEOLI: "Il Cagliari può salvarsi: deve approcciare le gare da provinciale, con la mentalità giusta. Gli scontri diretti saranno decisivi. Mina restituirà sicurezza alla difesa. Scudetto? Solo l'Inter può perderlo"TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
giovedì 8 febbraio 2024, 20:30Primo piano
di Matteo Bordiga
per Tuttocagliari.net

ESCLUSIVA TC - GIANFRANCO MATTEOLI: "Il Cagliari può salvarsi: deve approcciare le gare da provinciale, con la mentalità giusta. Gli scontri diretti saranno decisivi. Mina restituirà sicurezza alla difesa. Scudetto? Solo l'Inter può perderlo"

Parla il Capitano.

Uno dei più grandi registi della storia del Cagliari, uomo d’ordine – ma anche di inventiva – in mezzo al campo che distribuiva palloni e dettava i tempi del gioco come un direttore, con la sua bacchetta volteggiante, guida e trascina l’orchestra. Come le lancette di un orologio svizzero che, col loro ritmo ipnotico, scandiscono i secondi. Come le onde armoniose e cicliche del mare della sua Sardegna, che tutto placano e tutto rimettono al suo posto.  

Gianfranco Matteoli, dal 1990 al 1994, ha contribuito da protagonista al periodo più fulgido dell’epopea rossoblù post-scudetto. Dopo una spettacolare salvezza ottenuta nella serie A sfolgorante dell’epoca, che ancora oggi fa gridare al prodigio sportivo, ha preso per mano la squadra e l’ha condotta a un indimenticabile sesto posto, valso la qualificazione in Coppa Uefa. Per poi, l’anno dopo, accarezzare assieme a tutta l’Isola il sogno di conquistare l’Everest: quel trofeo continentale che, se portato a casa, sarebbe valso esattamente quanto il tricolore griffato Gigi Riva e i suoi Giganti.

Riguardo la situazione attuale in cui si trova impantanato il Cagliari del suo ex tecnico Claudio Ranieri, Matteoli non si strappa le vesti e non grida al disastro. Tutt’altro: secondo lui Lapadula e compagni, affrontando col piglio giusto soprattutto gli scontri diretti, hanno ancora tutte le chance di centrare l’obiettivo. Del resto la classifica è lì, ferma, cristallizzata, che sembra quasi aspettarli. Come a dire: l’occasione di risalire la china c’è. A voi il compito di sfruttarla. A partire dalla delicatissima gara casalinga di dopodomani contro la Lazio.   

Gianfranco, il Cagliari è in crisi di identità. A tratti pare inerme in campo, senza gioco e senz’anima. Le ultime sconfitte in serie hanno fatto suonare più di un campanello d’allarme: la squadra stenta a ritrovare quell’autostima e quella fluidità di manovra che l’avevano contraddistinta a metà girone d’andata. Come si esce da una situazione così intricata?

“Innanzitutto io non credo che la situazione sia tanto disperata. Certamente il Cagliari non sta giocando bene e non sta facendo risultati, ma neanche le dirette concorrenti: in zona retrocessione sono tutte lì, raccolte in una manciata di punti. Bisogna avere pazienza e sangue freddo: questo è il classico campionato in cui ci si salva proprio all’ultimo minuto dell’ultima giornata. Occorre avere la freddezza e la personalità di arrivare al fotofinish per giocarsi la permanenza in A punto a punto con le rivali. Se la squadra manterrà la calma e i nervi saldi, a mio parere ce la farà.

A parziale scusante del Cagliari, va rimarcato che alcune delle ultime sconfitte sono arrivate in sfide piuttosto proibitive. La Roma è una compagine forte, che secondo me prima dell’arrivo di De Rossi non stava esprimendo appieno tutto il suo grande potenziale. Adesso i rossoblù affronteranno un altro avversario molto impegnativo, ma poi ci saranno degli scontri diretti che saranno come degli spartiacque: da lì passerà la salvezza dell’undici di Ranieri.”

Esaminando il Cagliari reparto per reparto, dove intravede le maggiori criticità tecnico-tattiche che stanno rendendo discontinuo e accidentato il cammino degli isolani? La fase difensiva sembra quella più in difficoltà: la media è di quasi due gol incassati a partita. Un dato anomalo per una squadra allenata da un mister come Ranieri, particolarmente meticoloso nel curare i meccanismi della retroguardia…

“Beh, è sotto gli occhi di tutti che la difesa è il reparto che ultimamente ha sofferto di più. Ma sono sicuro che l’arrivo di Jerry Mina contribuirà a risistemare gli equilibri del pacchetto arretrato. Lui è un giocatore di grande forza e soprattutto di personalità: la sua esuberanza – forse anche troppa, a tratti – servirà a dare una scossa ai compagni e a restituire fiducia e positività a tutto l’ambiente. Mi aspetto molto dal colombiano, perché è un difensore esperto e con spiccate doti di leadership.

Però, francamente, mi sento di dire una cosa: si parla tanto degli errori difensivi, ma la vera fonte di tutti i problemi secondo me risiede a centrocampo. Se i mediani non filtrano i palloni e non offrono adeguata protezione alla retroguardia è normale che i difensori soffrano. Per questo io parlerei di problemi di squadra, non di criticità relative a un singolo reparto: tutti i giocatori sono importanti tanto per attaccare quanto per difendere.

Devo essere sincero: per quello che è il livello di questo campionato, io credo che il Cagliari possa stare benissimo in serie A. A me i rossoblù, analizzando la loro rosa, sembrano molto più competitivi di diverse altre formazioni che adesso li precedono in classifica. Il problema è che le qualità vanno dimostrate: parla sempre il campo. E il Cagliari, già da sabato, deve cominciare a fare risultati: le parole se le porta via il vento.”

A proposito di sabato: lei come affronterebbe la Lazio? Aspetterebbe i biancocelesti, abili nel palleggio e nei fraseggi corti, per poi colpirli di rimessa o punterebbe su una strategia più aggressiva, attaccandoli per sfruttare il loro momento di difficoltà? Finora la tattica attendista non ha pagato quasi mai…

“Questo è vero. Ma è anche vero che se prendi gol dopo un minuto poi le partite cambiano. La strategia che avevi approntato va a carte quarantotto e sei costretto a cambiare tutto, esponendoti magari ai contropiedi degli avversari nel tentativo di rimontare.

La Lazio è una squadra tecnica, ma anche loro vivono un periodo complicato. E quando sei in affanno due sono le possibilità: o ti rilanci alla grande o sprofondi definitivamente. Il Cagliari non deve fare troppi calcoli: deve essere consapevole di potersi salvare, a patto che giochi da Cagliari, cioè da provinciale. Alle volte anche un punto può essere un risultato prezioso e importante.”

Gianfranco, in chiusura – da ex nerazzurro – un parere sulla lotta scudetto: anche lei vede l’Inter nettamente favorita sulla Juventus, come appare a maggior ragione dopo il convincente successo conseguito nello scontro diretto?

“Io l’ho detto in tempi non sospetti: a mio parere non c’è storia. L’Inter è nettamente più forte: questo scudetto lo possono perdere solo i nerazzurri. Gli uomini di Inzaghi hanno mentalità, fame, consapevolezza e organizzazione di gioco. Praticano un gran bel calcio, e i loro valori tecnici sono superiori a quelli di tutte le rivali. Si è visto chiaramente anche nello scontro diretto di domenica scorsa. Credo proprio che sarà dura rimontare quest’Inter.”