ESCLUSIVA TC - GIANLUCA FESTA: "A Salerno persa una grandissima occasione, ma il Cagliari è vivo. Servono come il pane i tre punti. Da replicare l'esperimento di Viola trequartista davanti a Prati: la manovra offensiva ne ha tratto giovamento"
A Cagliari ha formato per anni, con Aldo Firicano, una coppia difensiva che assomigliava molto da vicino a una linea Maginot.
Gianluca Festa, monserratino doc, ha vissuto la prima epopea (C-B-A) di Claudio Ranieri alla guida della compagine rossoblù. Anche lui oggi segue con apprensione il tortuoso cammino degli isolani nella prima parte di questo campionato, ma confida che – a partire dalla gara col Frosinone – si possa definitivamente voltare pagina, lasciandosi la burrasca alle spalle.
Gianluca, la situazione è oltremodo complicata. Non le chiedo di sostituirsi a un tecnico preparato come Ranieri, ma se lei oggi sedesse sulla panchina cagliaritana come agirebbe per abbandonare al più presto le acque melmose dell’ultimo posto in classifica?
“In realtà è molto difficile giudicare o fare valutazioni dall’esterno. Però noto che il mister nelle ultime partite sta provando a cambiare qualcosa. Sta inserendo giocatori che hanno maggiore freschezza fisica e atletica rispetto ad altri, soprattutto giovani che devono mettersi in mostra. Devo dire che purtroppo nella gara contro la Salernitana si è persa una grandissima occasione. Prima di tutto perché si giocava contro un avversario in palese difficoltà, e poi perché si era in vantaggio fino a pochissimi minuti dal termine. Il pareggio è arrivato in seguito a un episodio, diciamo, un po’ particolare. Peccato, perché tre punti all’Arechi sarebbero stati oro colato.
Adesso col Frosinone è imperativo vincere; ormai in serie A il pareggio serve a poco, non muove più di tanto la classifica. Naturalmente le probabilità di vittoria aumentano contro le squadre alla portata del Cagliari: le due gare casalinghe consecutive, coi ciociari prima e col Genoa poi, assumono un’enorme importanza. Attenzione, non sarà facile avere la meglio dell’undici di Di Francesco, una formazione molto veloce e pericolosa soprattutto dalla cintola in su. E inoltre quando sei obbligato a vincere hai addosso tanta pressione: Ranieri saprà sicuramente tranquillizzare il gruppo e spremere il cento per cento da ogni singolo calciatore.”
Ultimamente il tecnico romano sembra aver varato una svolta tattica: la squadra a Salerno è apparsa più coraggiosa e spregiudicata, oltre che maggiormente portata a costruire l’azione tenendo la palla a terra. Anche lo schieramento adottato all’Arechi, con Mancosu dietro i due attaccanti, parrebbe suggerire la volontà di Ranieri di alzare il baricentro e di sostenere con più forza l’azione offensiva. Il passaggio dal 3-5-2 al 4-3-1-2 (o 4-3-2-1) potrebbe essere la chiave di volta per rilanciare il gioco del Cagliari?
“In effetti il mister sta proponendo una squadra più offensiva rispetto al recente passato. Anche perché adesso ha i giocatori per farlo: Mancosu è rimasto fuori a lungo e la sua assenza ha pesato. In questo modo aumentano le soluzioni in fase d’attacco: penso ai suggerimenti illuminanti di Mancosu e ai movimenti di Luvumbo, che con la sua velocità può attaccare gli spazi e infilarsi tra le linee. Fermo restando che ovviamente tutti devono essere pronti a rientrare e a sostenere la fase difensiva non appena si perde il pallone.
In ogni caso, a prescindere da tutti i discorsi tattici, la priorità assoluta è tornare a vincere. Bisogna farlo il più velocemente possibile. Si vede che la squadra c’è, è viva e crede in ciò che il mister propone. Servono i tre punti per aprire scenari più rosei.”
Dal punto di vista tattico Ranieri domenica scorsa ha compiuto un interessante esperimento, inserendo Viola – abitualmente impiegato in cabina di regia – dietro le punte, con Prati metronomo. E la mossa ha sortito subito effetti positivi: Viola è entrato nel vivo del gioco e ha messo lo zampino in tutte le azioni più importanti del Cagliari nella ripresa.
“Penso proprio che l’esperimento potrà presto essere ripetuto. Si tratta infatti di una buona soluzione: per caratteristiche Viola è molto abile nel dettare il passaggio, nel trovare la giocata tra le linee, nel mettere l’attaccante davanti al portiere. Quando la squadra è un po’ troppo lineare c’è un gran bisogno di giocatori di fantasia che azzardino il filtrante, a vantaggio soprattutto di elementi veloci - come Luvumbo - che sfruttano e attaccano gli spazi.”


