Premi USSI, l'arbitro Antonio Giua: "E' un onore essere il porta bandiera del braccio sardo. Sempre meno giovani nel mondo arbitrale? E' vero ma..."
L'arbitro Antonio Giua ha parlato a margine della premiazione USSI. Queste le sue parole ai nostri canali: "E' un onore questo premio ed essere il porta bandiera del braccio sardo. Mi fa molto piacere. Giovani sempre meno nel mondo arbitrale? A livello nazionale sta partendo una forte campagna di reclutamento dal punto di vista del doppio tesseramento; l'associazione sta cercando di utilizzare tutti gli strumenti possibili affinchè i giovani maschi e femmine si affaccino a questo sport. Cosa mi ha spinto a intraprendere questa carriera? E' un amore smisurato per il gioco del calcio, e viste le mie limitate capacità calcistiche mi ha spinto a vedere il calcio da un'altra prospettiva. Ho paura di sbagliare in campo? No, arriviamo settimanalmente per arrivare pronti mentalmente e fisicamente al fischio d'inizio, nelle migliori condizioni possibili per non sbagliare. l'arbitro deve mettersi nelle condizioni migliori per giudicare, può capitare che si giudichi male per un motivo X ma è molto raro. Deve finire la partita consapevole di aver preso la decisione corretta. Sentimenti prima di entrare in un campo con tanti spettatori? Percorso lungo, ma ormai ci si esula dal contesto esterno, si arriva al fischio d'inizio abbastanza ovattati dal contesto esterno e si cerca di dare il 110% per fare il nostro lavoro. Sappiamo le difficoltà che ci sono, via via più grandi in base alla categoria, ma dal punto di vista esterno siamo abbastanza temprati".


