L'ex Capradossi: "A Lecco è stato surreale. Difficile vedere i campionati prendere il via ed essere a casa"
L'ex difensore del Cagliari Elio Capradossi, attualmente svincolato, ha rilasciato un'intervista a TuttoMercatoWeb.com. Queste le sue parole:
Elio, iniziamo dalla fine della scorsa stagione. Pochi mesi a Lecco, ma decisamente difficili.
"Non è stata un'esperienza positiva. Quando ho accettato la proposta del club sapevo delle difficoltà esistenti, ma quando le ho vissute in prima persona mi sono reso conto di quanto fossero profonde e non siamo, purtroppo, riusciti ad uscirne. È stata una retrocessione molto dolorosa per me come per tutto il gruppo".
Gruppo, il vostro, finito nel mirino delle critiche dell'allora presidente Di Nunno, che non si è certo risparmiato
"È stato davvero surreale. Non mi era mai capitato prima di vivere una situazione simile, con attacchi pubblici alla squadra. Regnava la confusione nel club e questo ha sicuramente minato la squadra che, per quello che è il mio pensiero, aveva comunque dei buoni valori e un buon potenziale. Purtroppo sono stati troppi i fattori che ci hanno remato contro".
Dal passato al presente, oggi vive la sua 'prima volta' da svincolato. Come si sta trovando?
"Devo ammettere che è difficile vedere i campionati prendere il via ed essere a casa. Detto questo mi sto allenando da solo ma con costanza in attesa di una chiamata. Fortunatamente non sono una persona ansiosa: ci sono ancora dieci giorni alla chiusura del mercato e so quanto possono essere lunghi".
Qualche chiacchierata con dei club l'ha già avuta?
"Ho così tanta stima del mio procuratore che gli ho detto di mettermi a conoscenza delle ipotesi che si possono presentare solo quando già a parlare di contratti. So che c'è stato qualche contatto, sia in Italia che all'estero, ma nulla più".
Chiudiamo il cerchio e passiamo dai club alla Nazionale. La scorsa primavera ha accettato la convocazione da parte dell'Uganda, paese nel quale è nato oltre che luogo natale di sua madre. Com'è nato tutto?
"Vivendo e lavorando sempre in Italia ho coltivato poco la mia parte africana, legata al paese di mia madre. Quando, però, è arrivata la chiamata del ct Paul Put per presentarmi il progetto tecnico e ufficializzarmi la sua volontà di convocarmi ho colto l'occasione per riallacciare i legami con il Paese. In più le strutture a disposizione della Nazionale sono di buon livello e da poco è stato ristrutturato anche lo stadio della Capitale".
Obiettivi?
"La qualificazione alla prossima Coppa d'Africa che si giocherà in Marocco il prossimo anno e quella successiva, nel 2027, che si giocherà proprio in Uganda. E credo che abbiamo buone chance di qualificarci. Ci sono tanti giovani interessanti in squadra e tanto, tantissimo entusiasmo. Non sarà certamente semplice, ma daremo tutto per centrare questo traguardo".


