Paolino: "Cagliari, Pisacane sta lavorando bene. Spero rimanga. Perché non fare come Bologna e Udinese?"
Raffaele Paolino, ex attaccante del Cagliari, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di SardegnaNotizie24 soffermandosi su calcio di ieri e di oggi, tra ricordi in rossoblù, riflessioni sul movimento italiano e uno sguardo al futuro. Nel corso dell’intervista, Paolino non nasconde la propria critica verso il calcio moderno: "Sembra calcetto, meno spontaneo, tra VAR, mezzi rigori, ammonizioni ddiscutibli. Stanno ammazzando uno sport che era bellissimo. Lo dimostrano i risultati con la nazionale e in Champions con le squadre eliminate ai playoff. Se non ci saranno dei cambiamenti, i calciatori continueranno a preferire i campionati esteri". Per l’ex rossoblù, il rilancio deve partire dai giovani e dagli investimenti nei centri sportivi: "In Germania anche nei centri di terza categoria vengono messi degli ex giocatori che mostrano come si stoppa la palla. Qui pochi finanziamenti per i centri sportivi". Spazio anche a un passaggio sul Cagliari e sulla necessità di dare continuità al lavoro impostato con i giovani: "Pisacane spero che rimanga perchè sta lavorando bene. Quest’anno hanno lavorato bene con i giovani e c’è una base che con tre innesti per compensare le inevitabili partenze si può fare un discorso di prospettiva senza mandare via nessuno. Perchè non fare come Bologna, Udinese?" Tra i ricordi personali, Paolino ripercorre la stagione della promozione e il suo primo gol tra i professionisti: "Non è uno solo ce ne sono parecchi. Quello che ti rimane dentro vittoria campionato a Pisa, non potevano uscire dall’aeroporto per la gente, le strade di Cagliari. Essere partiti come una meteora con l’obiettivo di salvarci. Le prime domeniche lo stadio non era pieno, C’erano 8-9 mila spettatori Perchè erano andati via Piovani e Coppola e sono arrivati Rocco, Greco oltrer il sottoscritto. C’era un po’ di diffidenza poi lo stadio si riempiva.
Lo diceva sempre Ranieri: se riempiano lo stadio andiamo bene. E il goal più bello? il primo con il Brescia, il primo da professionista. Stop di petto e tiro al volo sotto la curva". Infine, un aneddoto sulla gestione di Claudio Ranieri, che Paolino promette di raccontare presto nel dettaglio: "Ranieri chiamò Cappioli, Provitali, me e Rocco, Greco, Pisicchio per spedirci due settimane in ritiro al Mediterraneo per non farci uscire. Non per punirci perchè non avevamo fatto niente di male ma per tenerci lontani dalle distrazioni. Levò anche camera da letto e televisione”. E il rapporto personale con l’allenatore resta ancora oggi molto forte: “Ranieri per me è stato un tassello importante anche se mi cambiò il ruolo come punta aggiunta. Aiutavo Provitali e il centrocampo. Persona eccezionale, lo sento ancora adesso, mi ha ospitato per Inter-Roma e Cagliari-Inter. Meritava di vincere molto di più. Troppo signore". Chiusura dedicata al Sant’Elia e alla Sardegna, dove Paolino vorrebbe tornare stabilmente: "Una serata di emozioni e di tristezza perchè lo stadio verrà abbattuto. Quello era il simbolo.” E quindi: “Ho amici da quarant’anni, ci sentiamo e sono sempre molto ospitali. Tornerò in Sardegna per trascorrere la vecchiaia nell’isola".






