Cagliari, gettate le basi per un nuovo ciclo: i punti fermi, i nodi da sciogliere e gli obiettivi per puntare ancora più in alto
Si è appena chiusa una stagione, ma per la dirigenza rossoblù si gettano le basi e si programma quella che verrà.
Una stagione che ha posto basi solide
Se da una parte è tempo di consuntivi, però con la massima serie in tasca, dall’altra vanno valutate attentamente determinate situazioni che coinvolgono gran parte dell’attuale rosa. Vi sono tutta una serie di prestiti, alcuni con diritto di riscatto, sui quali andrà eventualmente esercitata la prelazione. Per alcuni è sicuro che non vi sarà conferma nel Cagliari, vedi Palestra che tornerà al mittente (l’Atalanta) per poi essere girato altrove, anche all’estero. Le cifre che stanno cominciando a girare sono da capogiro e ancora da non prendere in considerazione visto che un mercato con un tale tasso di inflazione va preso con beneficio d’inventario.
Quarantatré punti in classifica, una salvezza conquistata con il cuore e con la testa, e la certezza che il "progetto giovani" non è più solo uno slogan da conferenza stampa, ma una solida realtà calcistica. Il campionato del Cagliari si è concluso nel migliore dei modi: l'obiettivo minimo è stato centrato, la Sardegna mantiene il suo posto nella massima serie e la “Unipo Domus” può finalmente respirare l'aria serena del traguardo raggiunto. Ma nel calcio, si sa, il fischio finale dell'ultima giornata coincide già con il primo giorno della stagione che verrà. E in casa rossoblù, le basi per il domani sono già state gettate. Inutile girarci intorno: all'inizio di questo percorso, l'idea di affidare la panchina della prima squadra a Fabio Pisacane, all'esordio assoluto in Serie A, era vista da molti come un azzardo ad altissimo rischio.
Pisacane e la crescita dei giovani
L'ex difensore, amatissimo dal popolo sardo per il suo passato in campo, si trovava davanti alla sfida più grande della sua nuova carriera da tecnico. Eppure, la dirigenza ci ha visto lungo. Pisacane ha saputo trasformare lo scetticismo in energia, portando nello spogliatoio la stessa grinta e la stessa fame che lo contraddistinguevano da giocatore, ma abbinandole a un'inaspettata maturità tattica. Il suo Cagliari non ha mai rinunciato a giocare, ha saputo soffrire nei momenti caldi del campionato e, soprattutto, ha trovato la quadratura del cerchio nelle partite chiave, blindando la permanenza nella massima serie con un bottino finale che, in un campionato equilibrato e spietato, vale doppio.
Se Pisacane è stato il regista in panchina, in mezzo al campo la squadra ha trovato interpreti straordinari che hanno trascinato il gruppo nei momenti più delicati. Il vero capolavoro del mister è stato il coraggio di attingere da quel settore giovanile che conosceva a menadito dai tempi della Primavera, fondendo la freschezza dei debuttanti con l'esperienza dei senatori.
La consacrazione definitiva è arrivata per i gioielli fatti in casa: giocatori come Mendy e Trepy il mister li aveva svezzati in Primavera e in prima squadra hannp dimostrato di poter spaccare le partite con la loro fisicità e gol pesantissimi nei momenti caldi. Dietro, la crescita esponenziale di Adam Obert ha garantito freschezza e solidità alla retroguardia, dimostrando che la linea verde tracciata dalla società non era un ripiego, ma una precisa strategia vincente. Accanto a loro, l'apporto dei senatori è stato vitale.
La leadership silenziosa di Alessandro Deiola, sardo doc e cuore pulsante dello spogliatoio, e le parate decisive di Elia Caprile, che ha blindato la porta nei “match clou”, hanno fatto da scudo protettivo nei momenti di massima pressione, permettendo ai più giovani di esprimersi senza paura. Archiviati i festeggiamenti, per la dirigenza del Cagliari è già tempo di rimettersi alla scrivania.
Mercato e ambizioni per il futuro
Quarantatré punti e una salvezza in tasca sono un ottimo punto di partenza, ma non devono diventare una scusa per accontentarsi. La sensazione è che quest'anno si siano gettate le fondamenta di un ciclo totalmente nuovo. Il direttore sportivo e lo staff tecnico sono già al lavoro per programmare la prossima stagione e i nodi da sciogliere sono chiari.
Trattenere i talenti e crescere ancora
Il primo obiettivo sarà resistere agli assalti delle grandi sorelle del calcio italiano ed europeo, pronte a bussare alla porta per i pezzi pregiati della rosa, su tutti proprio Caprile e i giovani più in vista. Trattenerli per un altro anno significherebbe dare un segnale di grandissima forza e ambizione. Parallelamente, la dirigenza sa che per fare il salto di qualità servirà inserire qualche innesto di esperienza in ogni reparto, elementi in grado di guidare la crescita dei ragazzi e di far gestire meglio i ritmi della Serie A. L'obiettivo della società del presidente Giulini è chiaro: evitare le sofferenze dell'ultimo mese e costruire un Cagliari capace di navigare in acque tranquille fin dalle prime giornate del prossimo campionato. La Sardegna calcistica si gode il suo splendido presente in Serie A, ma gli occhi, a Cagliari, sono già fermamente puntati sul futuro. La base c'è, il tecnico anche: la nuova scalata rossoblù è appena cominciata.






