Malagò: "Io e Mancini non siamo amici. Pirlo? Non ci ho dormito, ma alla fine scelta giusta"
Lunga intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport per il presidente della FIGC Gianni Malagò. Si comincia dalla scelta di Roberto Mancini in panchina: "Il ct giusto e condiviso con Claudio (Ranieri, ndr). Giusto perché Mancini conosce l’ambiente, conosce gran parte dei ragazzi azzurri, sa dove girarsi per valorizzare il talento giovane. A proposito dei giocatori, in molti, in quelle ore, mi hanno scritto per dirmi che sarebbe stato il ct migliore, non c’è solo il messaggio di Donnarumma di cui vi ho già parlato".
Sulla loro amicizia: "Ci conosciamo, da tempo. Abbiamo giocato un paio di partite tra 'vecchietti' al circolo, ma non ci siamo mai frequentati. Si tratta di una narrazione che va così, ma che non ha senso tirare fuori per spiegare una scelta, la più logica in questo momento".
"Ciao Roberto... te la senti di tornare?". È andata così?
"Più o meno. L’ho chiamato solo dopo che era finita la partita con Pirlo. 'Sì, me la sento', la sua risposta, e se la sentiva anche di rispondere alle domande sulla rottura del rapporto con la federazione per andare in Arabia. Una cosa fatemela dire: ha firmato il contratto in meno di due minuti, quasi senza leggerlo".
Il mancato arrivo di Pirlo
Chiosa su Andrea Pirlo e il suo mancato arrivo: “"Era tutto fatto, credetemi. Tutto pronto per l’annuncio, poi la storia della collaborazione di Andrea (Pirlo, ndr) con un sito di scommesse russo. Cosa avrei dovuto fare? Non ci ho dormito, ma, alla fine, sono convinto di aver preso la decisione più opportuna. Maldini? Lo incontrerò dopo le vacanze. La decisione, sua e di Leonardo, di fare un passo indietro rientra in quella che io chiamo linearità di comportamento... è andata così”, ha concluso.






