ESCLUSIVA TC - LUCIO BERNARDINI: "Il Cagliari ha meritato la promozione. Ranieri ha puntato sulla ritrovata unione e compattezza tra il gruppo e l'ambiente. Per il mercato la politica è quella dei piccoli passi, mirati e oculati"
Cinque anni vissuti in Sardegna da assoluto protagonista: metronomo e leader del centrocampo, abile anche in fase realizzativa e come uomo dell’ultimo passaggio, è entrato nel cuore dei tifosi rossoblù per le sue doti tecniche e per le sue qualità morali. L’attaccamento alla maglia del Cagliari e l’amore incondizionato per l’Isola, nonostante la - dolorosa - mancata conferma nella stagione 1990-91 dopo il doppio salto con Claudio Ranieri dalla C alla A (dovuta all’ingaggio di un altro regista di grande carisma come Gianfranco Matteoli), l’hanno sempre contraddistinto in campo e fuori dal campo.
Non poteva dunque non seguire con attenzione i playoff promozione che hanno riportato il sodalizio rossoblù ai vertici del calcio italiano. E gli è sembrato di rivedere un vecchio ma gustosissimo film in bianco e nero: quello del suo condottiero Ranieri che, trentatré anni prima, compiva la stessa identica impresa con lui a dirigere le operazioni a centrocampo e a traghettare la squadra verso un insperato approdo in serie A.
Insperato come quest’ultimo, giunto dopo un girone d’andata men che mediocre e scalando la classifica vertiginosamente giornata dopo giornata. Fino all’apoteosi sotto la pioggia scrosciante di Bari, targata Pavoletti.
Lucio, è andata proprio come ai vostri tempi. Alla fine il Cagliari ce l’ha fatta, nonostante enormi sofferenze nelle gare contro Parma e Bari.
“Anche con un pizzico di fortuna, che però aiuta chi se la va a cercare. Il Cagliari ci ha creduto fino in fondo ed è stato premiato, al termine di una serie di sfide molto equilibrate e combattute. In definitiva, ritengo che la promozione sia stata meritata. È vero che le gare d’andata contro Parma e Bari, giocate in casa, sono state approcciate in maniera meno convincente rispetto a quelle di ritorno, disputate in trasferta. Questo forse per via della maggiore pressione che si sente a giocare davanti al proprio pubblico, o della troppa voglia di ottenere subito un risultato positivo in vista del match di ritorno. Ma la valutazione della prestazione va fatta nell’arco dei centottanta minuti. Penso alla partita col Parma a Cagliari: si perdeva 0-2 fino a venticinque minuti dalla fine, e questa fantastica rimonta coronata dalla vittoria per 3-2 certifica la predisposizione dei rossoblù alla lotta e la loro consapevolezza di poter compiere delle imprese straordinarie, non mollando di un centimetro e credendo sempre nella possibilità di venir fuori anche dalle situazioni più critiche. Si tratta, nel caso del Cagliari, di una consapevolezza che unisce la squadra, il tecnico e tutto l’ambiente, e che affonda le radici nel girone di ritorno costruito - passo dopo passo - da Ranieri proprio con questa filosofia.”
A proposito di Ranieri, secondo lei - che lo conosce bene - su cosa ha lavorato in particolare per creare i presupposti giusti per la realizzazione del miracolo-serie A?
“Lui cerca sempre di creare le condizioni ideali affinché ciascun giocatore possa rendere al duecento per cento e mettere le proprie qualità individuali al servizio del collettivo. Quindi per prima cosa ricompatta l’ambiente, riavvicina la squadra ai tifosi e lavora tantissimo sul fronte dei rapporti umani, per mettere psicologicamente a proprio agio i giocatori e trovare un’empatia, un’alchimia di gruppo. Poi, dal punto di vista sportivo il mister ha gestito tutti i calciatori con grande maestria, centellinandone l’impiego in modo calcolato e facendoli sentire tutti importanti e parte di un progetto. Al momento del bisogno non ha esitato a mettere in campo anche chi aveva giocato di meno in precedenza – penso ad esempio a Luvumbo, il ‘deus ex machina’ della gara col Parma all’Unipol Domus – e in generale ha fatto sempre le scelte giuste, forte della sua grande esperienza.”
Come giudica questo avvio di calciomercato dei rossoblù? Che tipi di profili prediligerà Ranieri e, di conseguenza, quali potrebbero essere le prospettive in serie A del nuovo Cagliari?
“Ho l’impressione che la società stia scegliendo i propri innesti con molta oculatezza e attenzione. Senza forzare i tempi, consapevole di non poter sbagliare un colpo. Per cui Ranieri e la dirigenza stanno studiando bene le caratteristiche degli acquisti papabili, per inserire ciascun tassello in un mosaico ben definito e delineato.
In questo momento vedo il Cagliari come una squadra organizzata e determinata, in cui regna una grande armonia tra i giocatori: questo sarà sicuramente un grande punto di forza anche per la prossima stagione. Poi noto che il primo acquisto è stato un giovane di prospettiva: questo dimostra la volontà di costruire una formazione sbarazzina e carica di entusiasmo, sempre ovviamente con la razionalità e l’equilibrio che contraddistinguono il modo di lavorare di un allenatore come Ranieri. Il mister cercherà di affiancare ai talenti in erba degli uomini d’esperienza, i cui nomi del resto in questi giorni stanno iniziando a spuntare, per affrontare la serie A con il giusto mix di esuberanza, spensieratezza e pragmatismo.”


