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ESCLUSIVA TC - STEFANO SORRENTINO: "Col trequartista e le due punte Ranieri ha migliorato i collegamenti col centrocampo, anche se i moduli li fanno i calciatori. Radunovic e Scuffet ottimi portieri: il Cagliari tra i pali è ben coperto"TUTTOmercatoWEB
lunedì 14 agosto 2023, 13:39Primo piano
di Matteo Bordiga
per Tuttocagliari.net

ESCLUSIVA TC - STEFANO SORRENTINO: "Col trequartista e le due punte Ranieri ha migliorato i collegamenti col centrocampo, anche se i moduli li fanno i calciatori. Radunovic e Scuffet ottimi portieri: il Cagliari tra i pali è ben coperto"

Un portiere esplosivo, funambolico tra i pali e dotato di un’ottima scelta di tempo nelle uscite. In più, uno dei migliori “pararigori” italiani degli ultimi anni: tra le sue “vittime” dal dischetto figura anche un certo Cristiano Ronaldo.

Stefano Sorrentino, in particolare nei suoi trascorsi di estremo difensore di Chievo e Palermo, è stato a lungo un’autentica bestia nera per il Cagliari: contro i sardi infatti il numero uno di Cava de’ Tirreni si è spesso e volentieri esaltato, sfoderando prestazioni maiuscole e lasciando a secco gli attaccanti isolani, che quando lo vedevano tra i pali sapevano già in partenza di doversi dannare e lambiccare il cervello per riuscire a segnargli un gol.

Ora opinionista per Mediaset, Sorrentino ha seguito con attenzione il Cagliari - nel quale ha militato a lungo il padre Roberto negli anni Ottanta - nel corso del precampionato (compresa la rocambolesca sfida di Coppa Italia col Palermo).

Stefano, come commentare l’ultimo campionato del Cagliari in serie B, che dopo un girone d’andata giocato col freno a mano tirato è decollato nel girone di ritorno fino al raggiungimento della promozione in A?

“Il torneo di B è tradizionalmente lunghissimo e complicatissimo. Al Cagliari, per andare in serie A, è servito anche quel pizzico di fortuna che, in questi casi, non guasta mai. Ovviamente la svolta è stata rappresentata dall’ingaggio di Ranieri, che ha portato tranquillità e serenità ma soprattutto ha dato ai giocatori reale consapevolezza dei propri mezzi.”  

Con Liverani il Cagliari palleggiava e fraseggiava molto, ma risultava poco incisivo in attacco: spesso, infatti, tirava al massimo due o tre volte in porta nel corso di una partita. Ranieri è passato rapidamente dalle tre punte al 4-3-1-2, con Mancosu dietro ai due attaccanti, proponendo un calcio più diretto e verticale. È stata questa la chiave tattica che ha portato i rossoblù a cambiare decisamente passo?

“Per conto mio i moduli li fanno i calciatori. Anche in base alle loro predisposizioni tecniche, alle caratteristiche che li contraddistinguono e agli avversari che si vanno di volta in volta ad incontrare. Il modulo si può cambiare spesso, anche nel corso della stessa partita. Probabilmente Ranieri ha valutato che giocando con due punte più il trequartista ci fossero maggiori collegamenti col centrocampo, e quindi l’azione si sviluppava in modo più logico e fluido.

Comunque tengo a sottolineare che i numeri lasciano il tempo che trovano. Per certi versi sono più una trovata giornalistica che un aspetto realmente incisivo nell’economia di una partita. A gara in corso capita infatti, proprio in base all’andamento del match, di assistere a situazioni che non erano state provate in allenamento e che si determinano a causa delle specifiche caratteristiche dei giocatori in campo. Il 4-3-3, il 4-5-1 o il 4-3-1-2 sono più per i giornalisti che per i calciatori.”

Un suo parere tecnico, da ex numero uno, sui due portieri di cui dispone il Cagliari: Radunovic e Scuffet.

“Secondo me la fortuna di Radunovic è che è allenato da Bressan, che conosco molto bene: è un ottimo preparatore dei portieri, che è riuscito a far emergere tutte le potenzialità del numero uno serbo e a migliorarlo costantemente giorno dopo giorno. Anche quando è subentrata qualche perplessità sul rendimento di Radunovic – parlo dell’anno scorso – gli è stata data fiducia e Bressan ha contribuito a trasmettergli serenità e sicurezza tecnica e psicologica.

Scuffet non lo scopriamo certo adesso: è un portiere d’esperienza ma ancora relativamente giovane, dotato di grande talento. Il Cagliari tra i pali, quest’anno, è decisamente coperto. Starà a Ranieri decidere chi schierare partita dopo partita: ormai non è più come una volta, quando c’erano il portiere designato titolare e la sua riserva. Ormai i due portieri spesso si alternano in campo. Personalmente io sono della vecchia scuola, e non amo la filosofia dell’alternanza. Ma oggi sia in Italia che all’estero la tendenza è questa. E quindi Scuffet se avrà le sue possibilità non se le farà sfuggire, perché è un ottimo portiere e, inoltre, il fatto di aver giocato a lungo all’estero l’ha sicuramente fatto crescere sia come professionista che come uomo.”

Stefano, in attesa di completare la rosa con gli ultimi innesti dal mercato, in quale fascia si colloca oggi come oggi questo Cagliari? A quale traguardo deve e può mirare in serie A?

“Io dico senza ombra di dubbio alla salvezza. Dovrà lottare giorno dopo giorno con la speranza di lasciarsi dietro almeno tre squadre. È vero che dispone di calciatori anche importanti, ma mister Ranieri dopo la gara col Palermo è stato chiaro: mancano ancora tre elementi fondamentali, come due difensori e un attaccante. E aggiungo che tra serie B e serie A c’è davvero un abisso: ho spesso detto, a mo’ di iperbole, che si tratta quasi di due sport diversi. E allora lo zoccolo duro reduce dallo scorso campionato vinto va benissimo, ma per salvarsi con tranquillità il Cagliari ha sicuramente bisogno dei rinforzi indicati dal suo allenatore.”