ESCLUSIVA TC - RAFFAELE PAOLINO: "Un punto in tre partite? Non sono preoccupato: il Cagliari con Ranieri può arrivare fino al settimo-ottavo posto. Col ritorno di Lapadula ci divertiremo. Senza Ranieri forse ora saremmo in serie C"
Una poderosa iniezione di fiducia. Una scarica di adrenalina potente quanto un elettroshock.
La chiacchierata con Raffaele Paolino, ex attaccante rossoblù ai tempi della prima epopea di Claudio Ranieri in Sardegna, è un inno sperticato alla speranza e alla positività. Perfino strabordante di incondizionato ottimismo quando Paolino si sbilancia fino a pronosticare un Cagliari, alla fine del campionato, “anche in settima-ottava posizione. Comunque almeno a ridosso del centroclassifica”.
Il buon Raffaele, seconda punta guizzante e determinante soprattutto nella stagione (1989-’90) che vide la compagine isolana approdare - contro ogni previsione - dalla serie B alla serie A, conosce a menadito il condottiero romano. Ed è fermamente convinto che Ranieri, come ha sempre fatto in passato, anche quest’anno traghetterà la barca in porto, sbaragliando cassandre e detrattori.
Secondo Paolino il futuro è roseo per i quattro mori. Anche se fino a oggi in campo si sono viste più lacune che virtù. Anche se non sempre la squadra ha convinto, non tanto e non solo sotto il profilo tecnico ma – soprattutto – dal punto di vista della mentalità e dell’atteggiamento tenuto nei novanta minuti.
Raffaele, come possiamo commentare queste prime tre giornate di campionato che hanno portato, in fin dei conti, appena un punticino su nove?
“Non condivido la preoccupazione che serpeggia sui social e, più in generale, tra i tifosi del Cagliari. La squadra lotta dal primo al novantesimo minuto. Certo, il divario tecnico con l’Inter era palese, e su questo siamo tutti d’accordo. Ma col Toro i ragazzi hanno fatto bene e sabato, contro il Bologna, si è perso per due evidenti errori. Io dico che il Cagliari si salverà tranquillamente, senza problemi. Anche perché ha il grandissimo vantaggio di avere Claudio Ranieri in panchina.”
Non crede che la squadra, al Dall’Ara, soprattutto nel secondo tempo abbia tenuto un baricentro un po’ troppo basso, pensando più a distruggere il gioco avversario che non a costruire azioni pericolose? Glielo chiedo perché quando il Cagliari ha provato ad alzare i centrocampisti e ad attaccare il Bologna nella sua metà campo i felsinei sono andati spesso in affanno…
“Può anche essere vero. Ma dobbiamo partire dal presupposto fondamentale che la maggior parte dei giocatori che compongono oggi la rosa del Cagliari sono debuttanti in serie A. Questo aspetto non lo considera mai nessuno. Ranieri piano piano farà capire a tutti cos’è il massimo campionato italiano. L’atteggiamento prudente dei rossoblù non è banalmente ed esclusivamente finalizzato ad attendere l’avversario, ma l’obiettivo è quello di non subire gol per poi magari trovare il colpo risolutivo in attacco. Come era accaduto, a Bologna, con Luvumbo a metà del primo tempo. Poi parliamoci chiaro: se tutto andava come doveva andare, sabato si vinceva 1-0. A determinare la sconfitta sono stati due ‘infortuni’ decisamente evidenti.
Ma mi preme tornare sulla considerazione che facevo prima: il settanta per cento dei calciatori cagliaritani che scendono settimanalmente in campo non conoscono ancora la serie A. Io ho la fortuna di scrivermi privatamente ogni tanto con Claudio Ranieri. Ci confrontiamo, dialoghiamo e queste sono le cose che vengono fuori. Solo che spesso e volentieri il tifoso, o chi osserva dall’esterno, fa fatica a capire cosa significhi avere tanti esordienti in rosa.
Io sono più che convinto che i rossoblù faranno benissimo. L’atteggiamento è quello giusto. Magari manca qualcosina in attacco: mi auguro che Petagna entri presto in condizione. E non dimentichiamoci del ritorno di Lapadula. Ci sono tutti i presupposti per fare un campionato almeno a ridosso del centroclassifica.”
Secondo lei come mai non è stata ancora data un’opportunità a Viola e a Prati, due centrocampisti in possesso di piedi buoni e di una notevole visione di gioco? Non potrebbero rappresentare una variante rispetto a un centrocampo molto muscolare - e meno qualitativo - come quello finora messo in mostra dal Cagliari?
“Credo che Ranieri, se finora non li ha impiegati, non li consideri ancora pronti per la serie A. Con l’esperienza che ha alle spalle, Claudio capisce al volo se uno è pronto oppure no. Ci vuole un po’ di pazienza. Il mister due settimane fa aveva detto che le prime otto giornate di campionato sarebbero state drammatiche. Per cui io sono certo che dall’ottava giornata in poi comincerà il vero campionato del Cagliari. Capisco che adesso i tifosi siano un po’ perplessi, ma personalmente non mi preoccuperei affatto. Al contrario, l’anno scorso sì che ero davvero in ansia: se non ci fosse stato l’avvicendamento in panchina tra Liverani e Ranieri avremmo rischiato di finire la stagione nel peggiore dei modi. Mi spingo più in là: se non fosse arrivato Claudio adesso saremmo in serie C. Per cui calma e gesso: vivremo una serie A serena e tranquilla.”
Raffaele, un parere - da ex attaccante - su Shomurodov. A Bologna non è entrato col piglio giusto, e finora non ha mai dato l’impressione di essere sul pezzo e incisivo come da lui ci si aspetterebbe. Qual è il suo inquadramento tattico e come può agire Ranieri per rivitalizzarlo anche sotto il profilo psicologico?
“Secondo me lui è una seconda punta, e Ranieri saprà utilizzarlo nella maniera più logica e adeguata. Ma mi ripeto: con l’innesto di Petagna e il ritorno di Lapadula cominceremo a divertirci. Potremo puntare a una posizione tra la settima e l’ottava. Mi sbaglierò, per carità, ma sono fiducioso perché questa squadra ha un’anima. Anche nelle sconfitte. A differenza di un anno fa, quando c’era Liverani.”
Quindi col passare del tempo vedremo anche un Cagliari più intraprendente, dal baricentro più alto e maggiormente propositivo, come l’evoluzione del calcio contemporaneo ormai impone?
“Sono strasicuro che Ranieri sistemerà rapidamente le cose. In conferenza stampa lo vedo molto sereno, come d’altronde è sempre stato. Dall’ottava giornata in poi il vento inizierà a cambiare.”


