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ESCLUSIVA TC - JEDA: "Sono preoccupato, vedo un Cagliari incompiuto: mancano elementi di qualità per sostenere la manovra e legare il gioco. In serie A corsa e muscoli non bastano. Il tandem offensivo meglio assortito? Luvumbo-Petagna"TUTTOmercatoWEB
© foto di Alessandro Pizzuti
sabato 14 ottobre 2023, 20:38Primo piano
di Matteo Bordiga
per Tuttocagliari.net

ESCLUSIVA TC - JEDA: "Sono preoccupato, vedo un Cagliari incompiuto: mancano elementi di qualità per sostenere la manovra e legare il gioco. In serie A corsa e muscoli non bastano. Il tandem offensivo meglio assortito? Luvumbo-Petagna"

Segnava un po’ in tutti i modi: di destro, di sinistro, di potenza, di rapina, soprattutto di testa (a dispetto della sua statura non elevatissima, da buon brasiliano). Non solo: oltre al fiuto del gol possedeva anche la straordinaria capacità di legare il gioco tra centrocampo e attacco, arretrando sulla trequarti e ispirando le punte coi suoi assist e le sue imbucate chirurgiche.

Jedaias Capucho Neves, per tutti Jeda, ha vissuto in rossoblù appena due anni, ma che anni! Dal 2008 al 2010 ha militato in un Cagliari d’assalto e altamente spettacolare, che divertiva i tifosi sardi e non. Un po’ meno si divertivano gli avversari, che finivano per scornarsi contro una compagine brillante, coraggiosa e capace di attaccare senza dare punti di riferimento. Il mal di testa, per i difensori che affrontavano i mobili e fantasiosi attaccanti isolani allenati da Ballardini prima e da Max Allegri poi, era garantito.

Jeda, questo nuovo Cagliari stenta tantissimo sia a segnare che a mantenere la porta inviolata. Che impressioni le hanno lasciato le prime otto giornate di campionato dei rossoblù di Ranieri?

“Io mi sento un tifoso del Cagliari, e devo dire che la situazione attuale mi spaventa e non mi fa dormire sonni tranquilli. Ora come ora vedo una squadra incompiuta: manca più di un elemento di spessore per poter affrontare da protagonisti un torneo come la serie A. Il livello tecnico della serie B non si può paragonare a quello della serie A, e bisogna avere i mezzi necessari per reggere l’urto del salto di categoria. Nel Cagliari si sente l’assenza, in alcuni ruoli chiave, di giocatori altamente competitivi ai massimi livelli.

Non credo che la bravura di un tecnico preparatissimo e navigato come Ranieri possa bastare a compensare questo deficit. Serve la materia prima, ovvero i calciatori, per costruire un team da serie A. Gente capace di trovare la giocata giusta, di misurarsi con avversari fortissimi, di tenere alta la concentrazione per tutti i novanta minuti. Finora si sono viste anche cose buone, ma solo a sprazzi. Nel complesso mi è rimasta l’impressione di un Cagliari in evidente difficoltà.”

Pensa che sia necessario anche qualche cambiamento di tipo tattico, vista la sterilità e l’inconcludenza del gioco offensivo della squadra e la generale fragilità messa in mostra in tutte le zone del campo?

“Non verrò certo a insegnare a fare l’allenatore a un tecnico come Ranieri… Dico soltanto che in questa situazione occorre provare tante soluzioni diverse per arrivare a trovare la quadra. Il problema più grosso mi sembra che si possa individuare nei collegamenti, piuttosto carenti, tra centrocampo e attacco. Anche la difesa va in bambola con troppa facilità e prende gol evitabili. E purtroppo la coperta, in questo senso, è corta: magari il mister per cercare di proteggersi dietro inserisce gente più fisica e muscolare che tecnica, ma così facendo vengono a mancare i rifornimenti per le punte. Viene a mancare la qualità nello sviluppo della manovra.

Capisco che in questo momento la priorità sia quella di limitare i danni, ma confido nell’esperienza e nelle capacità di Ranieri e spero che la squadra possa finalmente cominciare a girare… anche perché le giornate iniziano ormai ad essere un po’ troppe e i punti, per contro, sono troppo pochi. Non penso che i guai dei rossoblù siano di natura fisica o atletica. A mio avviso è necessario proprio trovare il bandolo della matassa del punto di vista tattico.”

Pensando al mercato di gennaio, per quanto sia ancora lontano, lei puntellerebbe maggiormente la difesa, il centrocampo o l’attacco? Ricordiamo che il Cagliari è una delle formazioni che tirano meno frequentemente in porta della serie A.

“Credo che sia necessario un rinforzo per reparto. Va riconosciuto che l’assenza di Lapadula è stata molto pesante, perché l’italoperuviano – oltre a essere un attaccante che vede la porta – è un trascinatore e un leader, e sarebbe stato prezioso in un momento di sbandamento generale come questo.

Quel che è certo è che in serie A i muscoli, l’atletismo e la corsa non sono sufficienti. Serve anche la qualità che ti consente di fare le giocate, di vedere e servire con precisione il compagno smarcato, di costruire gioco e arrivare al tiro in porta con l’azione ragionata. Aggiungiamoci che i risultati negativi in serie sicuramente non aiutano: più partite perdi, meno vittorie riesci a ottenere e più le cose diventano complicate. Tuttavia, come si è detto il mercato di gennaio è ancora lontano: nei prossimi tre mesi bisogna provare a rialzare la testa coi giocatori che ci sono adesso, mettendoli nelle condizioni di migliorare il loro rendimento.”

Jeda, lei che è stato un signor attaccante quale tandem offensivo sponsorizzerebbe - in quanto più efficace e meglio assortito - per il Cagliari attuale?

“Io scommetterei sulla coppia Luvumbo-Petagna. Dall’angolano, ora come ora, non si può prescindere, proprio per le peculiarità e le caratteristiche tecnico-tattiche che lo contraddistinguono. Petagna lo completa, nel senso che ha fisico, fiuto del gol e fa salire la squadra con le sue sponde.”