I 100 giorni del Mou-bis al Real: risultati, equilibrio e le immancabili polemiche
Cento giorni di José Mourinho al Real Madrid. Dal ritorno sulla panchina blanca, avvenuto il 13 luglio con l’avvio della preparazione a Valdebebas, il tecnico portoghese ha già lasciato i primi segni. Florentino Pérez lo ha richiamato con un obiettivo preciso: tornare a vincere e contrastare la crescita del Barcellona trascinato da Lamine Yamal, proprio come nella prima esperienza Mou aveva dovuto fronteggiare il dominio della squadra di Guardiola e Messi.
Il bilancio iniziale sorride al portoghese: 9 vittorie e 2 sconfitte nelle prime 11 partite tra Liga e Champions, con una percentuale di successi dell’81%. Un rendimento superiore, in questa fase della stagione, a quello di squadre come PSG, Bayern Monaco, Chelsea e Atletico Madrid. L’unico dato che ridimensiona il percorso del Real è il ritmo impressionante del Barcellona, ancora a punteggio pieno. In Champions, però, il Real ha già ottenuto due vittorie pesanti contro Inter e Roma, mentre al Bernabéu Mourinho ha costruito un vero fortino: sei partite e sei successi, con 19 gol segnati e appena 4 subiti.
Uno dei primi compiti del tecnico era anche quello di riportare ordine nello spogliatoio dopo una stagione segnata da tensioni interne. Finora Mourinho sembra aver ristabilito gerarchie e tranquillità, riducendo il rumore attorno alla squadra. Un altro fronte riguarda gli infortuni: dopo una stagione passata con 60 problemi fisici, il Real ha vissuto un avvio decisamente più sereno, senza lesioni muscolari dall’inizio delle gare ufficiali. Sul campo, Mourinho sta ancora cercando il suo undici ideale: al momento gli intoccabili sembrano essere Courtois, Mbappé e Valverde, mentre giocatori come Konaté, Cucurella e Diomande hanno conquistato spazio nelle sue gerarchie.
Resta però una grande sfida: ritrovare il miglior Vinicius. Il brasiliano continua a essere lontano dal suo rendimento abituale, nonostante la fiducia pubblica dell’allenatore. Anche Camavinga non ha ancora trovato la propria dimensione, mentre Trent e Carreras faticano a imporsi. Fuori dal campo, infine, Mourinho ha assunto anche il ruolo di portavoce del club nelle battaglie istituzionali, diventando una delle figure più esposte nella polemica arbitrale e nel confronto con il Barcellona sul caso Negreira. Insomma, tutto in linea con le aspettative, ma lo Special One deve vincere il Clasico per non compromettere il cammino in campionato.
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