Il Resto del Carlino: Cesena, presentato ricorso avverso il sequestro. L'avv. Grassani: "Tempi strettissimi"
Il provvedimento di sequestro preventivo, chiesto ed ottenuto dalla Procura della Repubblica di Forlì, di conti correnti e depositi titoli riconducibili al Cesena Calcio, per un ammontare di 3.670.407 euro, nell'ambito dell'inchiesta ribattezzata "Ippocampo", ha inferto un duro colpo al club bianconero, rischiando di metterne in seria discussione la sopravvivenza. Pertanto, l'avvocato Mattia Grassani, che cura gli interessi del Cesena in questa complessa ed intricata vicenda, ha tempestivamente presentato ricorso al Tribunale del Riesame. "I tempi sono strettissimi, anzi brucianti..." ha affermato lapidariamente il noto legale bolognese, aggiungendo che "Questa mattina - ieri ndr - abbiamo trasmesso gli atti ed ora attendiamo una risposta, che deve pervenire obbligatoriamente entro 10 giorni...". L'obiettivo, chiaramente, è quello di ottenere lo scongelamento della liquidità che serve a garantire la gestione ordinaria del Cesena, senza la quale il club romagnolo rischierebbe di non poter soddisfare le prossime scadenze di giugno (adempimenti fiscali, pagamento degli stipendi dei dipendenti...). Tutto ciò potrebbe addirittura pregiudicare l'iscrizione del Cesena al prossimo campionato. Gli oltre 3 milioni bloccati dalla Procura sono parte della cifra (quasi 11 milioni) che, secondo le indagini della Finanza, sarebbero stati sottratti al fisco attraverso un vorticoso giro di fatture gonfiate e operazioni fasulle durante la gestione Campedelli. Il provvedimento di sequestro preventivo ha colpito i beni, oltre che del Cesena calcio, anche dell'imprenditore edile Potito Trovato, dell'ex calciatore, nonchè attuale dirigente dell'area tecnica del Cesena, Maurizio Marin, dell'imprenditore Coclite Mastrorazio, del commercialista Luca Leoni, del commercialista ed ex Vicepresidente del Cesena Luca Mancini ed ovviamente dell'ex Presidente Igor Campedelli. Non figura nella lista, invece, l'attuale Presidente del Cesena, Giorgio Lugaresi, pur essendo finito anche lui tra gli indagati per aver firmato l'ultimo bilancio presentato dalla precedente gestione. Lugaresi ha sempre ribadito con forza la sua assoluta estraneità rispetto all'operato di chi lo ha preceduto, mostrandosi, nel contempo, rammaricato per un provvedimento che mette in grande difficoltà il club bianconero, ma anche sollevato, giacchè la Procura ha riconosciuto la sua estraneità ai gravi fatti contestati.


