Quel benedetto ultimo passaggio
Tra i giovani cresciuti sotto l’ala protettiva di mister Pierpaolo Bisoli c’è il tuttofare Gregoire Defrel. In attesa della sua definitiva consacrazione, il guizzante peperino francese, insieme al suo amico D’Alessandro, è quello che ha registrato i maggiori progressi dal punto di vista tecnico tattico, nel suo anno e mezzo di permanenza in riva al Savio.
A volerlo fortemente in Romagna fu Nicola Campedelli, che spese subito parole al miele per questo giovane parigino che abbinava un fisico massiccio ad un talento ancora tutto da plasmare. Un’avventura a tinte bianconere incominciata lo scorso anno con le tante difficoltà tipiche del calcio italiano, schiavo della tattica e poco propenso ai leziosismi.
Dopo le prime settimane passate per lo più in naftalina, ecco la svolta con l’arrivo di Bisoli, che proprio da Gregoire riceverà un prezioso contributo per il raggiungimento della salvezza finale. Ben presto Defrel si è dimostrato un jolly offensivo estremamente duttile, capace di spendere il proprio talento in tutti i ruoli dal centrocampo in su. Innumerevoli sono state le sue collocazioni sul terreno di gioco, partendo come esterno offensivo nel 4-2-3-1 e nel 4-3-3, per poi passare progressivamente trequartista, infine seconda punta nel 3-5-2 e nel 4-3-1-2, come accaduto anche nella recente trasferta di Siena senza però entusiasmare più di tanto. La creatività del tecnico di Porretta Terme lo ha anche collocato mezzala nel centrocampo a tre, come soluzione estrema in caso di assoluta emergenza.
Per raggiungere la piena maturità agonistica non serve solo la duttilità tattica, ma occorrono maggior cinismo sotto porta e una visione di gioco più lucida al momento di fornire il cosiddetto “ultimo passaggio”. Al netto delle sue qualità risulta quasi scontato pensare a Defrel come una potenziale macchina da assist, tuttavia rimasta ancora tale, in quanto spesso lo abbiamo visto perdersi sul più bello, andando di fatto a vanificare tutti i suoi spunti e le sue progressioni durante i novanta minuti. Come si sa i numeri dicono tutto e finora il suo campionato recita appena tre goal e quattro assist realizzati, davvero troppo poco per chi possiede tali mezzi tecnici e fisici.
Quando riuscirà a smussare anche queste piccole imperfezioni, ecco che ci troveremo di fronte ad un giocatore completo, degno di poter calcare da assoluto protagonista i campi della massima serie, magari con un cavalluccio cucito sulla maglietta…


