CORRIERE ROMAGNA. La panchina di Bisoli inzia a traballare
"Per la prima volta nell’era Lugaresi, la panchina di Pierpaolo Bisoli inizia a traballare". Lo scrive oggi Alessandro Burioli sulle pagine del Corriere Romagna. Poi aggiunge: se a Bisoli, in settimana, saranno dati i 7 giorni non si sa. Questo perché Giorgio Lugaresi rientrerà solo domani da un viaggio in Crimea. Di sicuro, a Empoli il tecnico di Porretta Terme sarà di nuovo in panchina. Però all’interno della società si sta cercando di capire se Bisoli abbia ancora in pugno la situazione e soprattutto se sia in grado di rigenerare una squadra che sta vivendo una clamorosa fase involutiva anche a causa delle sue scelte.Nel cuore della notte. Delusissimo per la prestazione, ancor più che per il risultato, Rino Foschi venerdì sera è subito intervenuto. E al termine della conferenza stampa di fine gara, ha voluto incontrare Bisoli e tutto il suo staff (il vice Tardioli, il preparatore Ragnacci e il tecnico dei portieri Antonioli) all’interno degli spogliatoi del Manuzzi. Con Foschi c’era anche Gabriele Valentini. Il confronto, molto franco, è durato più di un’ora e tutti i protagonisti sono usciti insieme dallo stadio quando la mezzanotte era passata da oltre un quarto d’ora. Rino Foschi, e lo ha ribadito in settimana, è convinto che il Cesena, già così com’è, sia inferiore a 6-7 squadre (quindi in grado di arrivare ai play-off) e non digerisce troppo il fatto che Bisoli continui a ripetere che ciò che gli è stato chiesto è solo la salvezza, che il Cesena sia la rivelazione del campionato e che ogni avversario che si va ad affrontare sia sempre più forte della sua squadra. Ma soprattutto Foschi è preoccupato in quanto la mancanza di idee e l’assenza di gioco stanno condizionando e influenzando in modo negativo le prestazioni dei singoli.
Ora - conclude Burioli - la palla torna a Bisoli. Che ha una settimana, o forse due, per tornare a vincere, rilanciare il Cesena e riconquistare una piazza che sempre gli sarà grata, che lo ha tanto amato, che continua a sostenerlo ma che da un po’ di tempo a questa parte si sta chiedendo dove siano finiti il coraggio e la spavalderia che gli permisero di portare il Cavalluccio dalla Prima divisione alla A.


