Michele Camporese: un predestinato
Giunti ormai alla conclusione di questo lungo ed estenuante campionato, i bianconeri di Romagna sono attesi da una vera e propria volata nella corsa per i play-off. Un finale di torneo non certo agevole, contro avversari che condividono lo stesso sogno e le stesse speranze, peraltro alimentate da una classifica mai così corta ed incerta. A maggior ragione per arrivare in fondo serviranno costanza di rendimento e compattezza morale dell’intera truppa.
Un esempio lampante a tal proposito è proprio Michele Camporese, arrivato in Romagna per ritornare ai livelli che tutta l’Italia calcistica aveva ammirato ai tempi della sua militanza in maglia viola. Nativo di Pisa, già dai primi calci si capisce che è un predestinato, con i pari età della locale polisportiva Garzella spadroneggia tatticamente e fisicamente, attirando su di sé l’attenzione dei migliori osservatori italiani.
A spuntarla è la Fiorentina, che nell’estate del 2003 ne acquisisce l’intero cartellino, arruolandolo nella categoria esordienti. Con la maglia gigliata arrivano le prime soddisfazioni, lo scudetto Allievi nel 2008, il debutto da professionista a San Siro in Milan-Fiorentina e anche il primo goal in serie A realizzato nella trasferta di Palermo il 13 Febbraio 2011. Per non parlare della convocazione nell’Under 21 allenata da Ciro Ferrara. Una crescita costante e promettente, interrotta però da una fastidiosa infiammazione cronica al tendine rotuleo del ginocchio destro, con annesso intervento chirurgico, che lo ha costretto a rimanere inattivo per tutta la scorsa stagione.
A Firenze, ridottesi le aspettative di impiego dopo gli arrivi di Gonzalo Rodriguez e Roncaglia, Camporese è incoraggiato ad accettare il prestito al Cesena e sotto la sapiente guida di Pierpaolo Bisoli torna finalmente a giocare, anche se ogni tanto è costretto ai box per qualche acciacco. Alla prima da titolare con il Cittadella va subito in rete, mettendo in risalto la sua valenza nel gioco aereo, l’eleganza dei suoi movimenti e il tocco di palla più da regista che da umile difensore.
Dopo un girone d’andata nel quale si è visto poco in campo, complice l’inattesa consacrazione di Krajnc, in quello di ritorno il suo minutaggio è stato più continuo e qualitativo, con le eccezioni dei match casalinghi contro Spezia e Brescia e della trasferta maledetta di Cittadella. Tre scivoloni che hanno coinvolto tutta la squadra, subissata da critiche alle quali Michele ha risposto con un goal contro l’Avellino e la dichiarazione di “mancata esultanza”.


