In attesa dei gol di Marilungo per difendere i play-off
Parafrasando una situazione bellica, lo stato attuale della truppa bianconera evoca la strenua difesa sul Piave dell’esercito italiano, all’epoca del primo conflitto mondiale, dopo la disfatta di Caporetto. Come l’allora generale Armando Diaz, anche Pierpaolo Bisoli dopo gli ultimi rovesci ha esortato tutto l’ambiente a rimanere compatto, fiero dei propri principi, con una voglia matta di proteggere il “suolo patrio” dei play-off.
L’emblema di questa situazione è senza dubbio Guido Marilungo, giunto in Romagna per dare una svolta definitiva alla propria carriera, pesantemente condizionata dagli infortuni negli ultimi anni. Cresciuto calcisticamente nel florido vivaio sampdoriano, ha percorso l’intera trafila giovanile fino al debutto in prima squadra, datato 18 gennaio 2009 (Samp-Palermo 0-2). Nello stesso anno arrivarono i primi goal da professionista, una doppietta contro il Cagliari e il sigillo nel 5-0 interno con la Reggina.
Confidando nelle sue qualità tecniche e morali la dirigenza doriana lo mandò a fare esperienza al Lecce e con 13 reti contribuì al ritorno immediato dei salentini in serie A. L’anno successivo tornò in Liguria, dove allargò il suo raggio d’azione su tutto il fronte d’attacco e si trasformò progressivamente da prima a seconda punta. Le buone prestazioni lasciarono tuttavia presto spazio ad un netto calo realizzativo, cosicché di comune accordo fu perfezionata la sua cessione definitiva all’Atalanta, nella sessione invernale di mercato. Con gli orobici, nella stagione 2010-‘11, vinse per la seconda volta consecutiva il torneo cadetto, guadagnandosi per l’anno venturo un’altra chance tra i grandi del calcio.
Proprio in quel periodo nella vita di Marilungo incominciò ad imperversare la figura del Cavalluccio marino. Prima una doppietta in serie A proprio ai bianconeri, poi l’inizio del calvario, con due infortuni in serie al ginocchio destro, l’ultimo dei quali nel match di coppa Italia, sempre contro il Cesena.
A gennaio finalmente l’approdo in terra di Romagna, animato dal desiderio di ritornare grande. Due assist e il gol interno contro il Novara sono finora l’antipasto in bianconero delle sue qualità. A far breccia sul tecnico di Porretta sono state la sua capacità di alternare il ruolo di prima e seconda punta e l’attitudine a creare profondità alla manovra, diventando di fatto un perno fisso dell’undici titolare, ma con le polveri ancora un po’ bagnate…


