La salvezza passa anche tra i pali
Difendere la porta di una provinciale in serie A equivale spesso ad immolarsi di fronte al bombardamento nemico, cercando di limitare il più possibile gli eventuali danni. Un lavoro straordinario, soprattutto quando ci sono di mezzo vere e autentiche corazzate come Juventus, Roma e tante altre.
Chiamato a questo difficile compito tra i pali del Cesena è Nicola Leali, al quale la Juventus - proprietaria del cartellino - ha concesso l’opportunità di dimostrare il proprio valore in una piazza accogliente e propensa anche a perdonare i peccati di inesperienza, l’ideale per un giovane in cerca di gloria. L’impatto con l’ambiente e la categoria è stato ottimo e fin da subito la Curva Mare ha costruito dietro di lui una muraglia in cemento armato per proteggerlo dalle offensive nemiche. Anche il rendimento è stato all’altezza del credenziali di Leali il quale si è presento al debutto casalingo col Parma togliendo dai piedi di Lucarelli il pallone del possibile pareggio ducale, a pochi istanti dal fischio finale.
Le uniche sbavature sono state quelle contro la Lazio, quando sul tiro del vantaggio biancoceleste di Candreva serviva più reattività per non farsi sfuggire il pallone sotto le gambe e l’ultima uscita a metà strada che ha concesso a Pellissier l’attimo fuggente per far esplodere di gioia tutto il “Bentegodi” sponda Chievo. Una disattenzione che ha spinto il Cesena nell’inferno del penultimo posto in classifica, alla vigilia della doppia sfida contro le “gasatissime” genovesi attese al Manuzzi.
E proprio il “Dino Manuzzi” era è stato il teatro del suo esordio assoluto tra i professionisti, avvenuto il 15 maggio 2011, in occasione della penultima giornata del campionato di serie A quando fu chiamato a difendere la porta di un Brescia già retrocesso e poco propenso a rovinare la festa salvezza del Cesena di Ficcadenti.
Subito dopo è arrivata la firma con la Juve, che fin dai tempi delle giovanili bresciane aveva intravisto in lui il possibile erede di sua maestà Gigi Buffon. Un talento, quello del giovane Leali, che prima di essere esaltato andava affinato in realtà più piccole, ma formative. Sono quindi seguiti
prima un assaggio di serie B sempre col Brescia, poi una salvezza alla Virus Lanciano conquistata con le unghie e con i denti nella sua prima vera esperienza da titolare, condita da ben 37 presenze.
Anche lo scorso anno è stato primo attore nella conquista dei play-off dello Spezia, con il sogno precocemente sfumato al primo turno ad opera del Modena di mister Novellino, a sua volta eliminato dal Cesena. Non è sfumato invece per Leali il sogno di giocare di serie A.


