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tmw / cesena / La storia siamo noi
“Tiralo fuori…”
venerdì 21 novembre 2014, 16:00La storia siamo noi
di Redazione Tuttocesenaweb.it
per Tuttocesena.it
fonte Fabio Benaglia per Il Bianconero

“Tiralo fuori…”

Il Bianconero, testata ufficiale del Cesena Calcio a cura del Coordinamento Clubs Cesena, è distribuito allo stadio e nelle edicole in occasione delle gare all'Orogel-Manuzzi dei bianconeri. Anche on line su www.cesenacesena.com

"Fuo-ri, fuo-ri, fuo-ri”. Non era il richiamo sul palco per un bis alla fine di un concerto di Paolo Conte e nemmeno un coro dei cinque stelle alla Camera quando apre bocca la Boldrini. Era un coro del 22 aprile 1990, quando l'espressione “cinque stelle” ricordava al massimo un albergo e il presidente della Camera era Nilde Iotti.
Quel coro parte dalla tribuna dello stadio Ferraris, penultima giornata del campionato di serie A 1989-‘90. Il campionato finirà prestissimo in onore dei Mondiali del 1990 che stanno per cominciare, il Cesena di Marcello Lippi deve muovere a tutti i costi la classifica per poi giocarsi tutto all'ultima giornata contro il Verona. La Sampdoria pensa innanzi tutto a non farsi male in vista della finale di Coppa delle Coppe con l'Anderlecht. Al 38' del primo tempo, l'arbitro Lanese di Messina fischia un rigore per la Sampdoria e dal dischetto si presenta Gianluca Vialli, il capo della Nazionale di Azeglio Vicini e il sultano di una Sampdoria che l'anno successivo avrebbe vinto lo scudetto, dando finalmente un po' di righe orizzontali a un campionato saturo di righe verticali.
“Fuo-ri, fuo-ri, fuo-ri”. Il sottofondo che accompagna Vialli è questo, perché a Marassi i più giovani in curva guardano solo al presente, ad Attilio Lombardo, a Srecko Katanec, a Beppe Dossena. I meno giovani invece hanno buona memoria e hanno i capelli imbiancati come Marcello Lippi, per secoli guardiano del faro alla difesa della Sampdoria e ora al debutto in serie A sulla panchina del Cesena. Lippi che torna al Ferraris contro la Sampdoria ha un impatto emotivo molto simile a quello che avrà Dario Hubner se e quando verrà da allenatore avversario al Manuzzi. Vialli va a battere: guarda la curva e la vede in silenzio a fare da sfondo ai due metri di Sebastiano Rossi che è davanti a lui, mentre l'orecchio destro è per forza puntato su una tribuna che gli chiede di sbagliare. Sta di fatto che sbaglia davvero, mentre Sebastiano esulta, la curva di casa resta muta e in tribuna si danno di gomito soddisfatti. Lo 0-0 procede mesto e orizzontale fino alla fine, anche se alla fine Agostini trova pure il gol deviando un tiro di Piraccini, ma Lanese annulla per fuorigioco e qui la tribuna applaude ancora più convinta.
Il puntaccio alla fine arrivò, con una Sampdoria in pantofole fermata da una difesa guidata da Davor Jozic, il difensore straniero più forte mai visto a Cesena. Là dietro Davor era tecnica e cattiveria, figlio di una scuola slava che negli sport di squadra (basket e pallanuoto su tutti) ci è spesso superiore perché nasce da una fame diversa dalla nostra. Ogni tanto Jozic gioca ancora con gli amici al campo del Fiorenzuola al lunedì e al giovedì: parla poco ma arriva subito al bersaglio, soprattutto in campo. Alcuni dei suddetti amici raccontano che qualche tempo fa la selezione “vecchie glorie-amici del Cesena” giocò una partita contro avversari molto più giovani e baldanzosi. Tra questi un giovane e di conseguenza baldanzoso attaccante provò una scivolata molto robusta contro Jozic, che usando l'esperienza mantenne il controllo della palla cambiando posizione, evitando il fallaccio e sentendo solo il sibilo di quella scivolata. Davor si fermò, mise il piede destro sul pallone e disse tre parole al ragazzo ancora per terra davanti a lui: “Tu molto fortunato”.