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Cinque motivi per accettare la partenza di De Feudis
martedì 11 agosto 2015, 15:45Campionato
di Redazione TCW
per Tuttocesena.it
fonte Gian Piero Travini

Cinque motivi per accettare la partenza di De Feudis

Ritorna VedoBianco/VedoNero di Gian Piero Travini su gptravini.wordpress.com, questa volta dedicato a Giuseppe De Feudis. Questi i "Cinque motivi per accettare la partenza di De Feudis". Seguiranno i "Cinque motivi per non accettare la mancata conferma di De Feudis".

1 – Se Giuseppe De Feudis non rientrava più nei programmi della società e del tecnico, inutile l’accanimento terapeutico. A Lecce il ‘Conte’ sta dimostrando di poter essere leader in campo. E un calciatore, come tale, deve giocare al calcio, se si sente di farlo. Scaldar la panca o la tribuna è una questione di dignità che attiene tanto al calciatore, quanto alla squadra che lo paga.
2 – Ha coronato il sogno di giocare in serie A. Categoria che ha dimostrato di non saper reggere. Non in una squadra come il Cesena, bisognosa di impostazione di gioco come di lucidità in fase di contenimento. De Feudis è stato capace di fare entrambe le cose solo in serie C e in B, con un’età diversa e con una velocità di gioco diversa. In Lega Pro è ancora notevole. In B ha scricchiolato più volte. In A poteva regalare venti minuti di lucidità, ma solo in una squadra destinata alla retrocessione. Pensare il contrario vuol dire non rendere giustizia al gioco in sé.
3 – Con Valzania, Cascione e Sensi in grado di farsi tutto il triangolo tra terza e seconda linea – dal posto di mediano davanti alla difesa a simil-trequartista a laterale – non avrebbe più toccato campo. E avere De Feudis in serie B e non fargli toccare il campo non sarebbe stato accettabile.
4 – Il concetto di ‘leader nello spogliatoio’ è labile. Non ci si può basare sulle dichiarazioni in conferenza stampa o nel post gara dei compagni di squadra, poiché quello che succede veramente nello spogliatoio raramente esce dallo spogliatoio. Altrimenti l’anno di Giampaolo, si sarebbe scritto immediatamente che la squadra era frantumata e completamente disunita. De Feudis è stato leader dello spogliatoio nell’immaginario romantico collettivo e sulle righe nostalgiche dei cronisti innamorati del Cesena. Ma non era così. Altrimenti non sarebbe stato mandato via con un ingaggio in serie A che rasentava appena i 45mila euro.
5 – Non esistono più bandiere nel calcio perché non esiste più il calcio. Ma bisogna farsene una ragione.