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Al Cesena continua a mancare un “piano B”TUTTOmercatoWEB
© foto di Di Leonforte/TuttoCesena.it
mercoledì 9 dicembre 2015, 09:00Campionato
di Redazione Tuttocesena
per Tuttocesena.it
fonte Stefano Manzi

Al Cesena continua a mancare un “piano B”

Servirebbe urgentemente - scrive il blogger Stefano Manzi su Mondocalcio - una “unità di crisi” anche a Cesena per l'ormai conclamata crisi della beneamata squadra di calcio che sta destabilizzando gli umori e la serenità della popolazione locale. Serve infatti una precisa strategia per uscire da una situazione che non è ancora disastrosa, ma che rischia di diventarlo: l'efficace recupero dei tanti infortunati, la ricostruzione di una forma fisica ora deficitaria, l'analisi dei bisogni e delle eccedenze per affrontare in maniera mirata il mercato di riparazione e, per concludere, l'elaborazione di un “piano B” per sbloccare le partite del quale la squadra di Massimo Drago ancora non dispone. Insomma, un compito non certo facile, ma assolutamente necessario per continuare a sperare in un campionato di alta classifica con obiettivo playoff.
Ogni buona pianificazione degli interventi parte dall'analisi dei dati a disposizione che in questo caso sono inconfutabili e piuttosto preoccupanti: dopo lo 0-0 casalingo contro il Trapani di Serse Cosmi di oggi, appena 5 i punti conquistati nelle ultime 6 partite con una sola vittoria all'attivo, solo 2 i gol realizzati nello stesso periodo (Vicenza e Pescara) e nessuna rete segnata negli ultimi tre match casalinghi per una squadra che in precedenza ne aveva segnati ben 15 in 7 partite. Una netta involuzione rispetto ai numeri che potevamo sciorinare ad inizio stagione quando il Cesena sembra avviato a diventare una macchina da gol che avrebbe segnato a ripetizione pur concedendo qualcosina in difesa alle avversarie di turno.
Tutta colpa degli infortuni che hanno tolto di mezzo per un lungo periodo i centravanti titolari Rosseti e Djuric? In parte sì ma non solo, perché se Ragusa non riesce più a saltare l'uomo con la frequenza alla quale ci aveva abituati, se Garritano è diventato impreciso e sprecone, se Renzetti e Perico arrivano sempre più di rado sul fondo, allora il problema è di tutta la squadra, a partire dal centrocampo che con ossessiva ripetitività continua a giocare in orizzontale e gli unici appoggi in verticale sono quelli all'indietro verso i centrali di difesa ai quali poi non resta che rilanciare lungo.
C'è poi l'aspetto fisico che al momento pare quello più critico: non è possibile vedere in campo giocatori come l'imbarazzante Cascione che ha ormai dietro le spalle il meglio della sua carriera, ma neppure come Kone che è di una lentezza esasperante anche nei più elementari controlli; gli unici che sembrano sufficientemente pimpanti sembrano i terzini Perico e Renzetti che anche oggi sono stati i migliori della squadra, al pari della “provvidenza nera” Gomis che ancora una volta ci ha tenuti in vita con uno dei suoi soliti miracoli.
Ammesso che nelle partite che ci separano dalla sosta invernale (e quindi anche dalla finestra di mercato) si riesca a raccogliere punti sufficienti a restare agganciati al treno playoff, il mese di gennaio diventa lo snodo cruciale dell'intera stagione bianconera. La sosta dovrà infatti servire all'unità di crisi (Massimo Drago ed il suo staff, Rino Foschi e la società tutta) per sistemare le cose e consentire alla squadra di inseguire il risultato che il pubblico si aspetta, ovvero disputare qualche partita in più rispetto alle 42 già programmate.