A Sensi bastano solo 5 minuti
“Le pagellazze di Cagliari-Cesena” di Gian Piero Travini per VedoBianco/VedoNero su gptravini.wordpress.com.
GOMIS NG Inoperoso, sul gol non è completamente in posizione, ma sarebbe cambiato poco. INCOLPEVOLE
PERICO 6 Non è perfetto, si prende un cartellino un po’ ingenuo considerando un arbitraggio abbastanza svagato, ma almeno non lascia buchi e si intende bene con Ragusa. MESTIERE
CAPELLI 6 Un liscio spaventoso che fa tremare in scivolata in area piccola, ma non sbaglia il resto dell’ordinaria amministrazione, quando ancora lo Spezia fa pensare di essere una squadra matura e solida, e non solo milionaria sulla carta. GARANTE
CALDARA 6 Anticipato da Postigo subisce il gol. Forse il primo errore in una stagione, ammesso e non concesso che errore sia, e nemmeno qui sembra il caso. Quando anticipa l’azione è la solita sicurezza. PRO
RENZETTI 6,5 Tre cross di cui due diventano assist. Serve davvero altro? EFFICACE
KESSIE 7 Piuttosto frettoloso nonostante la grande educazione, soffre della mancanza di soluzioni e se non è Sensi a proporsi lascia morire l’azione. Poi si guardano altre cose, tipo il recupero dei palloni, tipo la capacità di rallentare il gioco in maniera efficace, tipo la sicurezza quando c’è da ragionare per far salire la squadra. E il voto, inesorabilmente, sale. E poi c’è tutto il secondo tempo, dove assieme a Sensi è divertimento e facilità come se stessero andando a donne. Da non cambiare mai. ONCE TRY BLACK…
SENSI 7,5 Nel primo tempo è l’ombra di se stesso, bloccato dal posizionamento inutile di Kone e dai movimenti tardivi di Djuric. Quando cambia il ruolo dell’ivoriano, Stefano torna ad essere libero di far lanci di trenta metri di esterno sui piedi di chiunque. Il cross per Ragusa è da Kamasutra. È abbandono dell’Oriente. È come se il Buddha spiegasse che cos’è il calcio e tutti lo ascoltassero ipnotizzati. Perché lui… beh, lui è il Mago, e per far le magie gli bastano solo cinque minuti. MISTICO
RAGUSA 6,5 Sacrificio, sacrificio e ancora sacrificio: poi quando viene innescato, si conquista il rigore. Quello che deve fare lo fa, sempre, anche quando sembra che non sia la sua partita. E forse non è la sua partita, ma di certo è la partita del Cesena: e Ragusa, per questo Cesena, sarà sempre un cardine imprescindibile. PUNTO FERMO (Dal 75’ CIANO 6 Rompe gli schemi e, paradossalmente, fa di più in interno in una manciata di minuti che Kone in quella posizione. ASPETTANDOLO)
KONE 7 Croce e delizia. Se poi giocasse nel ruolo che gli compete e non come trequartista… Purtroppo imballa l’azione, non riesce a liberarsi della marcatura di Juande che sulla trequarti cura lui e Djuric e diventa un peso morto ingombrante. A meno che non si parta dalla terza linea, il che vuol dire che bisogna liberare sempre la strada a Sensi o Kessie. Per farlo si alleggeriscono le fasce. E lo Spezia rimane negli spogliatoi. SPEZZABOLGIA
GARRITANO 8 Non si tiene. CIAONE (Dall’82’ MAZZOTTA SV)
DJURIC 6,5 Tutto lo stadio lo chiama per calciare il secondo rigore: lui lo segna. E per tutta la gara sono in due a marcarlo, dando la possibilità ai rimorchi di fare tutto quello che vogliono negli inserimenti. I gol in Nazionale toccasana psicologico immenso. Potrebbe far male di testa: si libera senza fallo del difensore, colpisce, ma Chichizola è posizionato perfettamente e neutralizza per merito, non per demerito del bosniaco. IL RITORNO DELL’ARMA TATTICA (Dal 78’ SUCCI SV)
DRAGO 6 Ci mette un tempo per capire il posizionamento di Kone: lo arretra lasciandolo libero di scambiarsi con Kessie e vince la partita. La sua chiave, ogni volta, è capire come gestire sei interni per tre posti efficienti. Quando lo capisce, il suo gioco è travolgente. Oggi, con un po’ di affanno, lo ha capito. E si è liberato di una delle ‘grandi’. CONVIVENDO
AC CESENA 7 Mastica fiele, colpendo poi negli ultimi minuti del primo tempo e segando le gambe allo Spezia, che passa tutta la pausa in pieno disordine schizofrenico. Psicologicamente si dimostra squadra matura, pronta per prendersi la vetta, come in effetti ha fatto, alla pari col Crotone, e per mantenerla. MATURANDI


