Il gioco sporco non è nel dna di Drago
A Como dopo Baracani un po’ di timore c'era ma è andata bene. Poi dopo quello di Molfetta è il turno di quello di Bari: rigore inventato come la conseguente espulsione e al Cesena si è spenta la luce con la consapevolezza che in dieci non ce l'avrebbe fatta. Siamo salvi ma ancora per altre cose la strada è dura molte cose sono successe molto si è cambiato ma il gioco collettivo corale è questo manca il gioco sporco che non è nel dna del Cesena né di Drago. Una cosa è certa lui vuole che si giochi la palla ed è un processo lento. La qualità dei singoli c'è, per il gioco che ti fa vincere fuori casa forse i primi a non crederci sono i nostri. Ma stiamo lentamente crescendo e se arriva la consapevolezza esterna allora ci giocheremo tutto anche contro arbitri mandati a dirigere il Cesena da una Federazione che si ostina a mandarci persone che hanno condizionato il risultato a vantaggio del Bari che sembra avere santi non in paradiso ma in serie B.
Germano G.


