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tmw / cesena / Editoriale
Il disagio redentore
venerdì 11 febbraio 2011, 07:55Editoriale
di Samuele Mariotti
per Tuttocesena.it

Il disagio redentore

Appassionato del Cesena da tempo immemore, ha fondato 10 anni fa e conduce nella veste di webmaster il principale portale-web dei tifosi del Cesena, www.cesenainbolgia.org che raccoglie migliaia di appassionati del cavalluccio.

Prima di affrontare qualsiasi altro discorso vorrei ringraziare gli amici di tuttocesena.it per avere confermato il mio spazio malgrado i tanti mal di pancia che il precedente componimento aveva provocato. Un evento che mi ha stupito non poco e che mi ha spinto a una inedita riflessione. Stupito innanzitutto perchè non pensavo di aver proposto nessun argomento inconsueto, infatti sul sito dei tifosi del Cesena che ho l'onore di contribuire a gestire erano argomenti trattati diffusamente da mesi ed è stato inevitabile riflettere di come siano vissuti in maniera diversa i pensieri esposti in un ambiente 'protetto' come un forum e quelli pubblicati su testate a più spiccato orientamento giornalistico.

Svolta questa doverosa premessa quest'oggi vorrei analizzare l'evento che più salta agli occhi in questo periodo, e cioè il brusco calo di popolarità conosciuto dal Presidente Campedelli in questi mesi. Un'osservatore esterno difatti difficilmente potrebbe comprendere come si possa criticare il presidente che dopo 20 lunghi anni di serie C e B ha riportato una squadra di provincia come la nostra in una platea importante come quella del campionato maggiore. Eppure è evidente che la situazione è decisamente diversa. Prima però di addentrarmi in questa analisi vorrei esplicitare il mio personalissimo pensiero e cioè che il Presidente Campedelli merita, e lo dico senza piaggeria, la gratitudine dei tifosi per aver contribuito alla riuscita di questa epocale impresa. Certo nn è stato l'unico e qui cominciano le tante micro-fratture che hanno portato a questa situazione per molti versi paradossale.

Sicuramente la prima contestazione che il tifoso medio (ma pure quello minimo e quello massimo) cesenate muove al giovane patron è quello di aver liquidato, in maniera peraltro poco elegante, quello che unanimemente viene riconosciuto come il vero artefice della doppia promozione e cioè Mister Pierpaolo Bisoli, un allenatore che aveva saputo diventare un vero e proprio leader spirituale per squadra e tifoseria, un allenatore capace di prendere un gruppo di onesti pedatori senza troppe velleità e di sfiorare la vittoria finale del campionato di B arrivando secondo. Non a caso è proprio di questi giorni la vittoria da parte del Mister di Porretta del secondo premio per il miglior allenatore del campionato, la panchina d'argento (e soprassediamo su alcuni imbarazzati silenzi). Questo evento, mai esaustivamente spiegato alla tifoseria ritengo sia alla base di questo principio di disamoramento. Tifoseria alla quale arrivarono attraverso testimonianze dirette o attraverso mass media come i forum i sentimenti e le intenzioni del medesimo Mister che, in mancanza di smentite della società, lasciarono interdetti e amareggiati gli innamorati del cavalluccio.

Una seconda frattura si creò a causa della famigerata festa promozione dove, sicuramente anche a causa della vicinanza con l'episodio sopradetto si scatenò un moto collettivo di riprovazione probabilmente pure eccessivo. Dopo qualche settimana arrivò l'annuncio (in realtà previsto da tempo, qualcuno dice fin da marzo) del nuovo allenatore, un tecnico sicuramente preparato ma che rompeva bruscamente con le abitudini del passato da Bisoli a Castori, da Iachini a Cavasin: tutti uomini con in comune una grande grinta, una meticolosa attenzione per i tifosi e un carattere decisamente estroverso e passionale. Apriti cielo.... e sul povero Ficcadenti piovvero, ancor prima di poter dimostrare il proprio valore una ridda di critiche da spaventare un colosso. Critiche ovviamente estese a chi lo aveva scelto.

A questo punto anche i tifosi più indulgenti - o meno informati che dir si voglia - cominciarono a manifestare evidenti segni di insofferenza. Segni di insofferenza che si materializzarono nel primo striscione ostile alla società comparso al Manuzzi durante il pre-campionato; se non ricordo male recitava:"Minotti? No grazie". Infatti nel frattempo - complice anche il divorzio con bisoli che su di lui aveva posto un veto - il nostro Presidente aveva deciso di ufficializzare il rientro del D.T. Lorenzo Minotti, personaggio ormai inviso alla parte più consapevole del tifo come quella che frequenta abitualmente i ritrovi sul web così come a quella più passionale legata ai gruppi ultrà. Un triste primato considerato che gli ambienti della stampa e degli addetti ai lavori si dice non mostrassero troppa simpatia verso costui già da diverso tempo.

Egualmente uno zoccolo duro di tifosi più concentrati al mero fatto tecnico che ai personaggi che vi girano attorno rimaneva fedele al n.1 della società bianconera almeno fino alla conclusione del calciomercato estivo che, purtroppo, divenne occasione di nuove polemiche: la squadra sembrava deficitaria e il voler gestire tutto in prima persona senza affidarsi ai consigli di qualche 'volpone' esperto della categoria scatenò vere e proprie scene di isteria di massa il giorno di chiusura del mercato. Scene che purtroppo si sono ripetute poche settimane or sono alla chiusura del mercato di riparazione che, seppur abbia portato un nutrito gruppo di giocatori (sulle cui condizioni ci sarebbe da disquisire) ha apparentemente deluso le aspettative di tifosi e pure del fino ad allora ultraziendalista Mister Ficcadenti.

In realtà questa, più che l'analisi di un rapporto sempre più deteriorato fra piazza e massimo dirigente è una mera cronistoria, cronistoria che ho deciso di elaborare principalmente per due motivi: raccontare ai meno attenti le ragioni di una così sorprendente (oppure no?) involuzione del gradimento della piazza verso uno degli eroi della doppia promozione e dare allo stesso Presidente - e mi si perdoni la presunzione - la possibilità di vedere con gli occhi di un tifoso gli ultimi mesi di storia bianconera.

Mi auguro che le mie umili opinioni non scatenino un'inutile moto di rabbia nel presidente ma che, semmai, vengano lette come un tentativo di comunicare un reale disagio, un disagio che rischia di rovinare una stima e perchè no un affetto che ancora alberga nel cuore della stragrande maggioranza dei tifosi del Cesena, una stima e un affetto che può resistere a tante incomprensioni, una stima ed un affetto che anche l'umile estensore di questo articolo nutre per quel giovane romagnolo che ha voluto sedere in quello scranno che fu del Conte Rognoni, di Dino e di Edmeo. Uomini che hanno saputo gioire e litigare con i tifosi ma che hanno lasciato dietro di loro, un'aura di rispetto e di stima quale voglio augurare lascierà, fra tantissimi anni il nostro Igor.