Il cerchio si chiude: in Primavera scocca l’ora di Nicola Pozzi
Ventidue anni ventidue. Tanto è passato da quando Nicola Pozzi calcava il campo del Cesena da calciatore in quella che era la sua prima esperienza a livello professionistico. E, forse, nei suoi vaticini, tornare in bianconero sotto un’altra veste più di due decadi dopo non era nei suoi pensieri. Ma è avvenuto, e per lui è sbocciata… la Primavera. Un po’ in ritardo sul calendario perché si è già in piena estate, ma lui la sua Primavera l’ha trovata, e non come stagione bensì come luogo di lavoro, proprio in queste ore vedendosi affidare la conduzione della squadra di quella categoria. E così il ragazzo su cui il Cesena puntò facendogli compiere un viaggio da Savignano sul Rubicone, ovvero da quella Savignanese in cui aveva cominciato a dare forma alla sua vocazione a frequentare il mondo della sfera di cuoio, si ritrova da dove era partito. Ricorsi storici, direbbe Giambattista Vico. E in lui una voglia matta di dimostrare che, come allenatore, è in grado di lasciare il segno. Per lui si tratta della quarta tappa da tecnico. Le esperienze che sono venute come sorelle maggiori si chiamano infatti Grassina, Carrarese e Sampdoria.
La prima vita da calciatore
Nicola Pozzi lasciò a Cesena diciannove discese in campo e quattro reti. Non un’enormità per un attaccante, però meglio di nulla. Con Milan, Napoli e Pescara ha una manciata di atti di presenza ma nulla più. Per fare il botto, almeno in termini di discese in campo, deve attendere il 2005 quando con l’Empoli calca il rettangolo verde 99 volte e profana le porte avversarie in 26 occasioni. Il matrimonio tinto d’azzurro dura sino al 2009, giusto il tempo di concedersi anche un’esperienza in Coppa Uefa con due partite contro lo Zurigo, poi sulla sua strada si accende una lanterna, quella di Genova, sponda Sampdoria. Lascerà in terra di Liguria 88 presenze e ventisette reti intervallate da un brevissimo interregno con il Siena. Con Parma, Chievo, Vicenza e Pro Piacenza, sue successive tappe, arrivano in tutto tredici presenze. Nel 2017 arriva la sua ultima esperienza sul rettangolo verde con la casacca del San Donato Tavernelle, in serie D. Saluta la Toscana lasciando trentanove presenze e sei reti. Lungo il suo cammino di calciatore ha avuto addosso anche la casacca azzurra con ventidue presenze e sei gol tra Under 17 e Under 21.
Vita da tecnico
Pozzi comincia a sperimentarsi su una panchina alla guida del Grassina, formazione di Eccellenza, nel 2021-2022. Alla fine, per la squadra, non finisce bene con la retrocessione in Promozione. Passa così alla Carrarese dove nel 2023-2024 prende le redini della Primavera, poi nel 2025-2026 torna a uno dei suoi vecchi amori, la Sampdoria e ne diventa collaboratore tecnico. E ora arriva l’esperienza con il Cesena.
Le ragioni di una scelta
Il Cesena non dimentica. E, quindi, rimembrando i tempi che furono in cui Pozzi cominciava a formarsi come calciatore in bianconero, ha deciso di farlo entrare di nuovo in famiglia sotto un’altra veste. “L’intera famiglia del Cesena- si legge nel comunicato ufficiale – è contenta di accogliere mister Nicola Pozzi alla guida della Primavera bianconera e augura a lui e al suo staff tecnico di poter raggiungere i migliori traguardi con il Cavalluccio”. Ed eccolo, lo staff tecnico, con Nicola Capellini viceallenatore, Alessandro Teodorani collaboratore tecnico, Alex Calderoni preparatore dei portieri, Antonio Fabbri preparatore atletico, Massimo Ridolfi massaggiatore, Piero Candoli medico sociale, Giulio Mauriello team manager e Luca Mongiusti addetto al direttore di gara.
Da dove riparte Pozzi
L’eredità raccolta da Pozzi non è semplice. Con Nicola Campedelli alla conduzione tecnica, i bianconeri hanno raggiunto la scorsa stagione nel campionato di Primavera 1 il terzo posto con 67 punti a una sola lunghezza da Fiorentina e Parma tenendosi alle spalle compagini come Roma, Bologna, Inter e Juventus con 19 vittorie, 10 pareggi, nove passi falsi, 70 gol realizzati e 52 subiti. Ed è da evidenziare come quei settanta gol abbiano garantito al Cesena, insieme con i gigliati, il miglior attacco del campionato. Campedelli ha così trascinato la squadra ai play-off dove il Cesena si è tolto la soddisfazione di superare l’Inter per 2-1 ma si è poi fermato contro il muro del Parma nel derby regionale perdendo con identico punteggio. Ma, pur consapevole dell’eredità difficile che raccoglie, Pozzi appare avere la giusta temperatura di determinazione. ‘Nick’, come era e presumibilmente sarà chiamato nell’ambiente cesenate, si è detto molto felice di avere ritrovato i colori bianconeri e intende giocarsi questa carte nel modo migliore. Da zero non parte, visto che con Carrarese e Sampdoria in modo particolare ha avuto modo di farsi le ossa. L’esperienza avuta a Genova con una Sampdoria in una fase un po’ turbolenta della sua pur gloriosa storia calcistica lo ha riempito di gioia, ma anche della voglia di metterla a disposizione del Cesena per consentirgli di rinverdire i recenti fasti. Con sé porterà anche quel bagaglio di esperienza compiuta con quell’Attilio Lombardo ringraziato “per avermi voluto al suo fianco”. Pozzi, insomma, è carico al punto giusto. E adesso non vede l’ora di fare parlare il campo.


