IL RESTO DEL CARLINO. Ecco i gemelli del gol: Mutu-Eder
Si sono fatti un po’ attendere: sornione l’uno, in carenza di preparazione per ritardato arrivo l’altro. Poi, nella magica atmosfera in terra umbra, domenica sera a Gubbio, hanno dato spettacolo con due gol degni delle attese riposte su di loro. Adrian Mutu e Martins Citadin Eder hanno tutto per garantire grandi giocate e reti al nuovo Cesena nel grande barnum che inizierà, salvo scioperi, durante il week end di fine agosto.
Cominciano a intendersi i due e con il feeling tattico arriva, puntuale, la capacità di dialogare stretto, di chiudere triangolazioni che fanno venire i brividi ai difensori avversari e agli spettatori sui gradoni. L’azione del brasiliano per il vantaggio del Cesena contro il neo cadetto Gubbio di mister Pecchia (amichevole, lo ricordiamo, finita 3-1) è stata da manuale.
E’ sembrato di rivedere l’inarrestabile Eder della magica stagione di Empoli, 27 timbri in B, uno più bello dell’altro, una verve momentaneamente annebbiata durante la scorsa, sfortunata stagione bresciana, quando si è fatto comunque le ossa in A. Ora l’esplosione, il gol liberatorio contro una squadra vera e non più di semplici dilettanti.
La potenza della percussione, a lungo e invano cercata da Eder a Forlì contro la coriacea difesa del Penarol, è esplosa. Al diavolo la ruggine delle vacanze, qualche chilo di troppo, anche un affaticamento che gli ha impedito di allenarsi al meglio. Al brasiliano ha poi risposto Mutu, anche lui da par suo. Un gol con tiro a rientrare che può partire solo da un piede abituato a confezionare capolavori sul prato verde. Il campione romeno la tigna ce l’ha messa sempre, contro dilettanti o no. Da leader vero, maestro di musica in una orchestra che sinora ha saputo leggere raramente lo spartito come intende lui. Questione di tempo, prima o poi si sarebbe alzato il sipario sulle meraviglie della coppia, sul calcio champagne che possono garantire due elementi voluti con testardaggine da Campedelli, sotto l’abile regia di Giampaolo.
Mutu-Eder è la coppia eccellente, in grado di far sognare il popolo del Manuzzi. Avrebbe potuto essere un ‘trio meraviglia’ o, meglio, potrebbe esserlo se le sirenette che chiamano Giaccherini resteranno inefficaci sino alle sette di sera dell’ultimo giorno di mercato. Prima però le esigenze a questo punto del cassiere e così il Giak è e resta con la valigia pronta. Potrebbe svestire il bianconero dopo una vita passata in eterni prestiti con l’elastico, andata e ritorno, fino all’arrivo di Pierpaolo Bisoli che ha creduto fino in fondo nelle sue doti.
A essere sinceri, sarebbe anche giusto che il trottolino di Talla, se le richieste saranno davevro corpose, serie e prestigiose, potesse andare a trovare gloria e gioia su altri e illustri palcoscenici. Cosciente però di rinunciare al calcio champagne, a creare il ‘trio meraviglia’ con Mutu e Eder, a sorprendere ancora e a fare impazzire di entusiasmo il popolo del Manuzzi.


