Il muro di Sparwasser
Sono passati 34 anni.
Steve Jobs aveva appena fondato la Apple Computer, mentre in Italia Corrado si inventava Domenica In e Adriano Panatta dava inizio alla sua migliore stagione di sempre.
E il Cesena debuttava in Europa.
Quando, nel 1976, i bianconeri parteciparono alla Coppa UEFA, prima ancora di giocare avevano già stabilito un record: nessuna squadra di una città non capoluogo di provincia, infatti, aveva mai partecipato ad una simile competizione (a onor del vero, agli albori degli anni ’60, anche la Pro Patria fece una incursione nel calcio oltre-frontiera, ma si trattava della Coppa delle Alpi); esiste un sito dove degli italiani immigrati da anni in Germania e tifosi del Magdeburgo ricordano lo storico doppio confronto col Cesena, anche se la memoria inizia a fare cilecca (“..ai tempi lo stadio non si chiamava ancora Dino Manuzzi ma “Alla Ferrovia” o qualcosa del genere perché i binari passavano giusto dietro la curva..” sic!).
I bianconeri di Marchioro avevano meritato la qualificazione con uno straordinario, quanto inaspettato, sesto posto nella stagione precedente: c’è da dire che l’urna non fu proprio benevola col Cesena perché il Magdeburgo era una potenza del calcio tedesco dell’epoca, vincitore della Coppa delle Coppe appena due anni prima, a spese del Milan.
Andata in Germania, ritorno in casa: almeno questo piccolo vantaggio al Cesena venne concesso.
Nelle file bianconere militavano, tra gli altri, Frustalupi, Rognoni, Cera, Ceccarelli, Boranga, Mariani..uno dei migliori Cesena di sempre (Cera giocò Italia- Germania 4-3, non penso di dover aggiungere altro…), ma anche il Magdeburgo non scherzava e in particolare un giocatore era particolarmente famoso, quel Jurgen Sparwasser, che era passato alla storia per avere segnato il famoso goal della vittoria per la Germania Est contro quella Ovest durante i mondiali del 1974!
A Cesena anche i bambini sanno come andò a finire: 3-0 all’andata per i tedeschi, 3-1 al ritorno per i bianconeri che quindi uscirono a testa alta e salutarono per sempre la competizione (non sto gufando, la Coppa UEFA oggi non esiste più, aspetto come tutti voi di qualificarci per l’Europa League); quello che molti non ricordano sono alcuni aneddoti legati a quella partita: ad esempio che, in Germania, Sparwasser simulò in area romagnola e si procurò un inesistente rigore tra le proteste dei difensori bianconeri, in particolare di Oddi, reo a detta dell’arbitro Sanchez-Ibanez di averlo sgambettato; nel parapiglia ci pensò Boranga a fare giustizia stendendo il malcapitato Jurgen con un pugno (“Era un imbecille, se lo meritava. Non gli feci malissimo, lo misi solo KO”, dichiarerà in seguito).
Chi non era allo stadio “La Fiorita” il 29 Settembre del 1976 può dire di avere visto la partita in televisione, perché la RAI, ancora in bianco e nero, la trasmise in diretta: fu proprio Sparwasser ad infrangere i sogni di rimonta bianconeri segnando il 2-1 che in pratica chiuse la partita (inutile il goal di Macchi al 73’, a quel punto bisognava farne almeno 5).
Sparwasser poi negli anni tornerà agli onori della cronaca per aver saltato il muro ed essersi rifugiato nella Germania Ovest (proprio lui, l’eroe che l’aveva sconfitta! Brutto colpo per il regime comunista).
Oggi il Cesena è tornato in serie A. Il Magdeburgo gioca nella Regionalliga Nord tedesca, l’equivalente della nostra Seconda Divisione.
Una piccola rivincita.


