IL RESTO DEL CARLINO - Servono gli straordinari, rincorsa sempre più difficile
UN TURNO da dimenticare, per il Cesena. Non solo per l’ennesima figuraccia rimediata giovedì all’Olimpico, dove nessuna squadra con la bava alla bocca per non retrocedere, in undici contro dieci e in vantaggio 2-0, può beccare tre gol. Succede anche che il Lecce pareggi a Bergamo e addirittura il Novara batta l’Inter persino al ‘Meazza’. Meglio, infine, non sbilanciarsi sul pronostico di Siena-Roma di stasera: se i toscani saranno arrembanti come in Coppa Italia contro il Napoli, c’è poco da stare allegri.
QUALCHE SETTIMANA fa Daniele Arrigoni durante una conferenza stampa dichiarò, senza tentennamenti, che per puntare alla salvezza il Cesena doveva conquistare sette vittorie oltre a qualche pareggino, qua e là. Aggiunse anche che per aumentare le possibilità serviva un colpaccio contro una grande. Un pareggio beneaugurante l’ha conquistato, a Napoli, ma solo quello.
Sembra di ripercorrere, in versione horror, la stagione scorsa, coi punti buttati a grappoli a Parma, al Manuzzi con la Roma (clamoroso l’autogollonzo di Pellegrino in quell’azione viziata da almeno tre irregolarità), fino all’«apoteosi» con l’Inter, quella partita già vinta allo scadere e persa in pieno recupero con la doppietta di Pazzini.
SETTE VITTORIE, dicevamo. Un rebus e il tempo stringe. Con chi può vincere questo Cesena alla perenne ricerca di un’identità? Potrà bastare la fresca sferzata delle new entry (Iaquinta in testa) unita alla classe di Mutu? Intanto il Cesena giocherà nove volte al Manuzzi e sette in trasferta. Sotto la Mare s’inizia col Milan domenica (dato per scontato il rinvio col Catania, e qui ci sarebbe da affrontare anche il discorso meteorologico, sinora molto penalizzante per il Cesena); a proposito di colpacci, l’auspicio sarebbe di ripetere l’exploit della scorsa stagione o, stando coi piedi per terra, cercare almeno di muovere la classifica, confidando sulla emergenza in cui si dibatte Allegri.
Le partite casalinghe più abbordabili sono quelle con lo stesso Catania e quindi Siena, Parma, Bologna e anche Palermo. Cinque partite da vincere a tutti i costi perché le altre saranno con Juventus, Udinese e Roma.
E IN TRASFERTA? Passato il Milan, doppio viaggio a Verona e Firenze, e qualcosa dovrà venirne fuori per forza, se si vuole sperare. Poi Cagliari e quindi il big match clou di Lecce. Infine visite a Genoa e Inter, per poi chiudere a Novara. Ma casa o trasferta le chiacchiere ormai stanno a zero. Bandite le ‘patacate’ di questi tempi, occorre diventare finalmente cinici sotto la regia del nuovo duo meraviglia Mutu-Iaquinta.


